Aumenti del 400% per le quote del consorzio di bonifica. Il sindaco di San Cataldo “Imu agricola mascherata”

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Recapitati a a numerosi cittadini di San Cataldo gli avvisi di pagamento relativi alla quota consortile del Consorzio di Bonifica 4 di Caltanissetta. “Tali avvisi – afferma il sindaco di San Cataldo Giampiero Modaffari – presentano un aumento sconsiderato ed ingiustificato pari ad almeno il 400% rispetto agli anni precedenti da 18 € a 76 €”. Si tratta di aumenti frutto dell’applicazione della finanziaria 2015 che ha introdotto la diminuzione della contribuzione della Regione nei confronti dei consorzi di bonifica. “Tale abnorme incremento si traduce nell’introduzione di ulteriori balzelli a carico di proprietari terrieri e imprenditori agricoli, tramutandosi di fatto nella reintroduzione di una camuffata IMU sui terreni agricoli di entità notevolmente superiore a quella vigente nel passato anno”, afferma il sindaco di San Cataldo. Il tutto senza “alcun miglioramento delle azioni del Consorzio, che anzi sono ormai quasi inesistenti: nessun miglioramento fondiario, agrario, nessun intervento sulla viabilità rurale di competenza”.

“Come Amministrazione Comunale – prosegue Modaffari – abbiamo chiesto la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario ed urgente al quale inviteremo tutti i cittadini interessati alla problematica, le organizzazioni agricole del territorio e ciò al fine di definire un percorso comune di lotta contro questa vera e propria vessazione. Siamo consapevoli che da soli avremmo un limitato potere di contrasto contro questa scellerata scelta e pertanto sarà nostra cura interessare tutte le Amministrazioni Comunali del comprensorio interessate dallo scriteriato aumento, nonché i parlamentari regionali e nazionali affinchè si mettano in atto forme di civile protesta che portino prima alla sospensione e quindi all’annullamento degli avvisi in argomento. Infatti, riteniamo che prima di un eventuale aumento della quota consortile è necessario verificare la corretta applicazione del “piano di classifica” (strumento attraverso il quale si determina la corretta imposizione dei contributi in ragione dei benefici derivanti dai servizi erogati dal consorzio). Non vogliamo che la Regione scarichi le sue difficoltà economiche e finanziarie sui cittadini che ormai sono diventati dei veri e propri bancomat da cui attingere per attenuare errate politiche gestionali che hanno condotto all’attuale situazione, convinti che ad un eventuale incremento di quota consortile debba necessariamente corrispondere un aumento quantitativo e qualitativo dei servizi erogati”.

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