Attenzione a debiti partecipate. Raffineria non sia nuova Termini Imerese. L’analisi dell’Esecutivo Cisl

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Cisl convegno marzo 2014Si è tenuto ieri l’Esecutivo della CISL Territoriale, alla presenza del Segretario Regionale, Maurizio Bernava, del Segretario Generale della Ust Cisl (Agrigento, Caltanissetta ed Enna), Emanuele Gallo con la Segreteria al completo e tutti i rappresentanti delle Federazioni e delle associazioni.

L’Esecutivo ha analizzato la situazione economica e occupazionale nei territori delle tre province del centro Sicilia, mettendo a fuoco le principali problematiche, i rischi e le proposte del sindacato.

“In particolare – si legge nel documento conclusivo della Cisl – si sono affrontate le questioni inerenti la Raffineria di Gela, le società partecipate degli enti locali (i cui debiti dal 2015 influiranno direttamente sulle perdite nel bilancio consolidato dei Comuni), le problematiche occupazionali, la cassa integrazione.

Sulla Raffineria di Gela, l’Esecutivo della Cisl ribadisce la necessità di avviare in breve tempo gli investimenti da 700 milioni ed esprime grande preoccupazione per il mancato riavvio della “Linea 1”. Molte aziende dell’indotto hanno già subito una pesante crisi, ricorrendo abbondantemente a cassa integrazione e contratti di solidarietà, e il permanere dello stallo aggraverebbe ancor di più la situazione attuale.

Alla luce del via libera della conferenza di servizi, che ha positivamente definito la media ponderale delle emissioni in atmosfera, così come aveva chiesto la Raffineria di Gela, nulla più impedisce l’avvio urgente degli investimenti”.

“Investimenti non realizzati e fermo prolungato della “Linea 1”, invertirebbero la rotta di una strategia che non si può certo cambiare da un giorno all’altro, a meno che non si vuol far diventare il nostro territorio un’altra Termini Imerese”.

“Alzando lo sguardo ai territori delle tre province, l’Esecutivo Cisl (Agrigento, Caltanissetta ed Enna), esprime grande preoccupazione sulle società partecipate. La modifica del patto di stabilità per i Comuni, dal 2015 impone di inserire le perdite delle Partecipate nel bilancio consolidato dell’Ente. Se le società sono in perdita, i comuni andranno in rosso, e come prima conseguenza alzeranno le tasse locali.

Un rischio che riguarda anche la situazione degli Ato e delle nuove Srr. I Comuni in tutte e tre le province del centro Sicilia si accingono a chiedere l’accesso al Fondo di rotazione regionale. La Cisl ricorda che si tratta di risorse che andranno restituite e quindi di ulteriore indebitamento dei Comuni che peserà sui bilanci e sulle tasse comunali.

C’è quindi il rischio di una maggiore pressione fiscale sulle famiglie che vivono nelle tre province più povere della Sicilia, come dimostrano i dati della Cassa integrazione che quest’anno ha raggiunto, negli stessi territori, un valore quasi doppio rispetto all’anno precedente.

I problemi occupazionali non sono dunque stati risolti, anzi aumentano le famiglie povere e quelle che si sorreggono con redditi da pensione, anche minima da 500 euro al mese. E’ necessario prevenire là dove possibile, un eccessivo indebitamento degli Enti locali, favorendo al contrario un circuito virtuoso tra Pubblico e Privato nell’erogazione dei servizi.

Infine, l’Esecutivo della Cisl, ha analizzato la Finanziaria regionale e richiamato l’attenzione sulle ricadute per i precari, i lavoratori della formazione e i forestali”.

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