Ato Ambiente, Ingala: "dimettermi sarebbe interruzione pubblico servizio". Enorme il debito dei comuni.

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Ingala in conferenzaIl liquidatore dell’Ato Ambiente CL1, Elisa Ingala replica ad un comunicato di alcuni sindacalisti che l’avevano invitata a dimettersi, lasciando il servizio ai comuni, e in una lunga conferenza stampa venerdì mattina, spiega quanto è stato fatto in due anni nella gestione dei rifiuti e le prospettive future. Innanzitutto, ha detto la Ingala, la funzione del liquidatore è necessaria in questa fase di transizione proprio per consegnare il servizio ai nuovi soggetti e per loro tramite ai comuni. In altre parole il liquidatore della società non può dimettersi ma semmai deve immettere il nuovo soggetto nel servizio. “Dimettermi sarebbe un’interruzione di servizio pubblico”, ha spiegato la Ingala ai giornalisti. Il liquidatore dell’Ato ha nuovamente fatto appello alla collaborazione con i comuni ed i sindaci in previsione dell’entrata in vigore della Tares, la nuova tassa che dovrà coprire interamente i costi del servizio.

“In ogni caso – ha detto –  i comuni che lo vogliono, possono accedere alla gestione diretta del servizio, pur in presenza degli ato in liquidazione”.

Ascolta l’intervista a Elisa Ingala, commissario liquidatore dell’Ato Ambiente CL1.

Ingala conferenza 2Nella conferenza la Ingala ha tracciato un bilancio della sua gestione durata due anni, mettendo sul piatto della bilancia da un lato la mancanza di infrastrutture proprie dell’Ato, come discariche e centri di compostaggio, che fanno lievitare i costi per servizi da espletare fuori dall’ambito, dall’altro ha ricordato come il servizio di riscossione adesso viene gestito in modo diretto mentre prima era in capo all’Aipa (società denunciata alla magistratura dal sindaco Campisi, ndr).

Meno certezze, il liquidatore dell’Ato, le ha mostrate quando la stampa ha chiesto di quantificare il debito dei comuni con l’Ato e in particolare del comune di Caltanissetta. Come è noto la Regione Siciliana, con il presidente Crocetta, ha emanato una circolare con la quale vieta ulteriori anticipazioni finanziarie agli Ato, a meno che i comuni non sottoscrivano i piani di rientro dal debito.

La somma sarebbe una cifra da capogiro che il liquidatore Ingala non ha voluto rivelare in conferenza stampa, trincerandosi dietro l’impossibilità di una stima che potrà essere fatta solo con i bilanci approvati.

Si dovrebbe normalizzare, infine, entro 48 ore l’emergenza rifiuti a San Cataldo, dove gli operai di Geoagriturismo, la cooperativa che gestisce lo smaltimento e raccolta, hanno ripreso a lavorare venerdì mattina dopo uno sciopero prolungato in varie forme che aveva messo in ginocchio la città. Giovedì sera i lavoratori con i rappresentanti sindacali hanno deciso a malincuore di riprendere a lavorare alla luce dell’accordo che prevede, entro il 31 gennaio, un’anticipazione bancaria per pagare i loro salari arretrati. A Caltanissetta, invece, rimangono in stato di agitazione i netturbini di Caltambiente e si è in attesa di conosce l’entità dell’anticipazione del comune capoluogo nei confronti dell’Ato e se essa sarà sufficiente a pagare le spettanze maturate.

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