Assunzioni a Sicilia e-Servizi, archiviazione per Crocetta e Ingroia

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Non ci fu abuso d’ufficio. Il giudice delle indagini preliminari Fernardo Sestito ha disposto l’archiviazione per il presidente della Regione Rosario Crocetta e per l’ex pm Antonio Ingroia, presidente di Sicilia e-Servizi, la società informatica della Regione. L’inchiesta prese le mosse dalla stipula dei contratti con 75 dipendenti della Sisev, in violazione del blocco delle assunzioni. Una Schermata 2016-08-16 alle 17.14.08prima richiesta di archiviazione era stata formulata dai pubblici ministeri nel luglio del 2014, quando l’inchiesta era contro ignoti, ma il gip Lorenzo Matassa l’aveva respinta ordinando nuove indagini su Ingroia, Crocetta e sugli assessori in carica nel 2013. Tra questi Dario Cartabellotta (Agricoltura), difeso dall’avvocato Giuseppe Gerbino; Ester Bonafede (Lavoro), Nelli Scilabra (Formazione), Michela Stancheris (Turismo) e Patrizia Valenti (Funzione pubblica), difesi dall’avvocato Nino Caleca; Antonino Bartolotta (Infrastrutture), assistito dall’avvocato Giuseppina Nicita. Adesso, anche per loro scatta l’archiviazione. Stesso provvedimento per Mariano Pisciotta, il ragioniere generale della Regione, che era difeso dai legali Fabrizio Biondo e Stefano Polizzotto.

Secondo il procuratore aggiunto Dino Petralia e il sostituto Maria Teresa Maligno, l’archiviazione andava disposta perché “non sono emersi elementi dai quali si evinca che le persone indagate abbiano agito intenzionalmente al fine di procurare a sè o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale. Al contrario le dichiarazioni rese nel corso degli interrogatori hanno ulteriormente corroborato che le assunzioni di 74 dipendenti presso Sicilia e-Servizi sono state ritenute prevalenti sul divieto ad assumere per scongiurare il pericolo di una paralisi informatica della Regione”.

Già la procura sottolineava che, al momento di quelle assunzioni, la Regione non era autonomamente in grado di garantire, attraverso la propria organizzazione e i propri uffici, l’erogazione dei servizi informatici sia al proprio interno che nei confronti della collettività. Tesi che adesso viene ripresa dal gip Fernardo Sestito nelle 18 pagine del provvedimento di archiviazione.

Chiuso il procedimento penale, prosegue quello davanti la Corte dei Conti. I giudici hanno dichiarato il “difetto di giurisdizione”, escludendo che Sicilia e-Servizi possa qualificarsi come amministrazione pubblica. La procura regionale ha però presentato appello.

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