Assistenza, “Ipab da riordinare e rilanciare”. Disegno di legge di Miccichè (Udc) per “3 mila utenti e 2 mila lavoratori”

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“Razionalizzare, snellire, rendere incisiva l’azione amministrativa e gli interventi ed i servizi socio-assistenziali e socio-sanitari in favore delle fasce più deboli della popolazione  (anziani, disabili, minori, immigrati,ecc). Le II.PP.A.B. – Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza – vanno riorganizzate in maniera efficace, non soltanto per dare esecuzione a degli obblighi di legge (L. n. 328/2000 e D Lgs. n. 207/2001) ma soprattutto per offrire servizi qualificati ai circa 3.000 utenti in atto assistiti e per tutelare il grande patrimonio di professionalità dei 750 dipendenti pubblici a tempo indeterminato e dei circa 1.300 dipendenti a tempo determinato e professionisti in convenzione che non ricevono lo stipendio da molti mesi, pur continuando a lavorare, a ciò si aggiunge anche la necessità di tutela e valorizzazione del patrimonio immobiliare”. Lo afferma il deputato nisseno all’Ars, Gianluca Miccichè dell’Udc in riferimento al rischio di soppressione delle Ipab siciliane con un fatturato annuo inferiore ai 500 mila euro e con il conseguente rischio per i livelli occupazionali.
“Ho presentato – spiega l’On. Gianluca Miccichè – un ddl che prevede la trasformazione delle II.PP.A.B. o in Fondazioni di diritto privato (che darebbero la possibilità alle II.PP.A.B. di area cattolica di rendersi autonome) o in Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona, inserite nella programmazione regionale e dei distretti socio-sanitari, anche al fine dell’integrazione socio-sanitaria per soggetti non autosufficienti”.
“Il ruolo svolto dalle II.PP.A.B.- continua Miccichè – molto significativo e qualificante sul piano sociale e dell’assistenza pubblica, non corrisponde più l’attuale legislazione ormai superata dal tempo e dalle nuove esigenze del settore. L’obiettivo è quello di incidere sui processi di estinzione e fusione delle II.PP.A.B. non funzionanti, rilanciando quelle virtuose che possono assicurare servizi adeguati, orientando le funzioni degli organi di governo e di gestione verso criteri di funzionalità, efficacia ed economicità, realizzando risparmi per la Pubblica Amministrazione”.
“Il riordino – conclude Miccichè –  va approvato con urgenza, sia nell’interesse degli utenti dei servizi sia per i dipendenti che devono continuare a svolgere le loro funzioni senza mortificare le loro giuste aspettative retributive”.
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