Assenza del servizio idrico. Le 12 contrade da Gibl Habib a Juculia presentano denuncia in Procura.

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autobotteIl comitato di zona Gibil Habib che comprende 12 contrade tra cui Juculia e altre zone dell’area sud di Caltanissetta, ha presentato una denuncia all’autorità Giudiziaria per interruzione di pubblico servizio in riferimento all’approvvigionamento idrico. In assenza della conduttura pubblica, le contrade si rifornivano con autobotti del Comune, utilizzate da Caltaqua, ormai da più di un anno “fermate” dalla Motorizzazione civile. Si tratta della lunga querelle del trasporto per conto terzi e della relativa autorizzazione sul libretto di circolazione. Vicenda che ha comportato aggravio di costi per i residenti che fino a dieci anni fa addirittura ricevevano l’acqua in autobotti gratis, poi con un contributo del comune a copertura parziale dei costi e infine da privati a costi maggiorati.

“Il sottoscritto PISTIS Salvatore, presidente del Comitato di Zona Gibil Habib di Caltanissetta – inizia così la denuncia – con riferimento alla interruzione del servizio pubblico di distribuzione dell’acqua potabile a mezzo autobotti per i cittadini residenti, per cui il Comitato rappresentato dallo scrivente (dietro mandato dei residenti delle 12 contrade della zona) ha presentato una circostanziata denuncia all’A.G. Competente”, diffida la Motorizzazione Civile, Caltaqua e il comune di Caltanissetta, ognuno pe rle proprie competenze “a ripristinare il servizio di approvvigionamento idrico con le autobotti comunali per la distribuzione dell’acqua potabile ai cittadini residenti nel territorio di Caltanissetta, le cui abitazioni sono sprovviste di rete idrica; servizio interrotto per delle beghe burocratiche (in ordine ad una più o meno legittima autorizzazione al trasporto “conto terzi” di cui dovrebbero essere fornite le autobotti comunali in uso a Caltaqua spa) sin dal mese di settembre 2012, delle quali non sono minimamente responsabili i cittadini, costretti da parecchi mesi a ricorrere agli autobottisti privati, aggiungendo così la classica beffa al danno di dover pagare l’acqua a prezzi maggiori”.

Diga BlufiIl Comitato di Zona Ristretto suggerisce di sedersi intorno ad un tavolo, magari con l’autorevole presenza e mediazione del Prefetto (già a conoscenza della questione, al cui Ufficio di Gabinetto abbiamo lasciato mesi fa un apposito dossier), e trovare una soluzione, anche con un’autorizzazione provvisoria per gli automezzi, in modo da permettere la riattivazione immediata del servizio pubblico interrotto da ben 10 mesi.

Ma il comitato avverte che “trascorso un mese dalla ricezione della presente, in caso di persistente silenzio e/o di immutata situazione, sarà presentata specifica ulteriore denuncia penale per il reato di omissione e/o ritardo in atti d’ufficio, delitto contemplato dall’art. 328, comma secondo, del codice penale”.

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