Assembramenti nei luoghi di ritrovo, finito il tempo della persuasione: “Se domenica il bilancio è negativo pronti a chiudere tutto”

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Ultima chiamata per i cittadini indisciplinati e gli esercenti per rispettare i divieti di assembramento dopo le immagini che lo scorso weekend hanno immortalato la massiccia presenza di persone sul lungomare Federico II di Gela e in altri luoghi di ritrovo.

A dare l’ultimatum è il questore Emanuele Ricifari, nel weekend in cui entrano in vigore le nuove misure restrittive stabilite con ordinanza del sindaco Lucio Greco per fronteggiare l’elevato numero di contagi nella città del Golfo. Misure stabilite a seguito di un comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza in cui il prefetto ed il questore hanno illustrato dati e circostanze convincenti per l’emanazione dell’ordinanza di chiusura di vie, piazze e strade dove nel fine settimana si sono riuniti migliaia di cittadini.

“Fino a ieri pomeriggio – ammette il questore Ricifari – l’orientamento comune nel comitato era quello di chiudere radicalmente tutte le strade con le transenne. Rispetto alle prevedibili lagnanze degli esercenti abbiamo ritenuto di fare questo tentativo, una prova. Vediamo come va oggi pomeriggio e siamo pronti a chiudere. Se domenica il bilancio è negativo chiederò che venga chiuso radicalmente tutto, chiuse anche le saracinesche”.

Per questo primo weekend quindi ci sarà un controllo serrato da parte di tutte le forze di polizia, dal lungomare a via Palazzi. Se i divieti non dovessero essere rispettati si potrebbe arrivare a misure più drastiche come la chiusura delle attività pur se autorizzate dai Dpcm. E’ accaduto, infatti, che gli esercizi aperti per l’asporto di cibo fossero diventati luoghi di assembramento all’esterno.

“La nostra presenza sarà intransigente perché l’epoca della persuasione è finita – chiarisce il questore con i giornalisti riuniti da remoto -. Non chiederemo più ma multeremo e basta. Abbiamo bisogno della collaborazione di tutti i cittadini e in particolare di alcune categorie, i commercianti e gli esercenti. Di quegli esercizi di maggior flusso e interesse che sono i primi a rimetterci in caso di chiusura. Compito loro la moral suasion”.

Per Ricifari “c’è un 10 percento di popolazione che non vuole capire, è sorda ai richiami anche della buona educazione”.

 

 

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