Asi Agrigento. Ex presidente Catuara annuncia querela. Ma Cisl, Confartigianato Sicilia e lavoratori scendono in campo a sostegno del Commissario Alfonso Cicero e dell'Assessore Venturi.

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Venturi e Cicero a CampobelloIn una conferenza stampa convocata presso la Confartigianato di Agrigento, l’ex presidente dell’Asi, Stefano Catuara, ha annunciato di voler querelare il Commissario dell’Area Sviluppo industriale di Agrigento, Alfonso Cicero. A sostegno di Cicero e dell’Assessore Regionale Marco Venturi, sono scesi i lavoratori dell’ente, la Cisl e la Confartigianato Sicilia. Quest’ultima si è dissociata pubblicamente, con una nota a firma del segretario regionale Salvatore Puglisi, dalla scelta dell’associazione agrigentina di ospitare la conferenza nei propri locali. I lavoratori della Ust-Cisl, invece, scrivono quanto segue: “Invitiamo il Commissario Alfonso Cicero a continuare nell’azione di sviluppo nella legalità ed in tale contesto chiediamo a tutte le Istituzioni interessate di agire con immediatezza per assicurare sviluppo e benessere sociale. Prendiamo atto che Confartiginato Sicilia ha chiarito da quale parte si è schierata ovvero a sostegno delle recenti attività che hanno caratterizzato il Consorzio Asi di Agrigento”. “Confartigianato Sicilia esprime – infatti – solidarietà al Commissario Straordinario Alfonso Cicero, per il lavoro di risanamento avviato. Nello sviluppo di qualunque attività economica, la legalità e la trasparenza debbono stare al primo posto”, scrive Puglisi. “Confartigianato non può che condividere la linea adottata dall’assessore Venturi, nell’avere iniziato un processo di trasparenza e di pulizia delle Asi. Ci rammarichiamo che Confartigianato Agrigento abbia acconsentito lo svolgimento della conferenza stampa a persone che intendono pubblicizzare delle querele che niente hanno a che fare con la cultura e il codice Etico del quale Confartigianato Sicilia si e’ dotata “. Catuara, nei giorni scorsi, è stato indicato quale autore di un’innumerevole serie di illegittimità gestionali e amministrative. E’ stato scoperchiato lo scandalo del Centro Direzionale Asi di Campobello di Licata-Ravanusa, costato miliardi di lire e mai entrato in funzione, per anni in stato di abbandono e utilizzato come una stalla. L’ultima vicenda di una lunga serie di atti che la Gestione Commissariale Asi ha segnalato alle autorità competenti. Alcune di queste sono elencate in un articolo pubblicato da Peppe Arnone, esponente del Partito Democratico della città dei Templi, che denuncia le tante consulenze e incarichi da capogiro elargiti a professionisti vicini agli ex vertici dell’Asi agrigentina. “Per tali incarichi – si legge nel documento diffuso da Arnone – due coniugi avvocati, che prestavano attività presso lo studio legale dello stesso Catuara, risultano beneficiari della cifra complessiva di € 170 mila (tale cifra comprende somme in acconto per il lavoro finora svolto, mentre a saldo, è prudente ritenere che si triplichi), pertanto, l’ammontare complessivo dei compensi, per i due coniugi, si può calcolare in circa mezzo milione di euro”. Il documento diffuso alla stampa in concomitanza con la conferenza dell’avvocato Catuara, parla di un buco lasciato dagli ex vertici Asi di oltre 18 milioni di euro e di adempimenti elementari che sarebbero stati omessi come la mancata presentazione del Modello Unico 770, il mancato recupero crediti per somme pari a 5 milioni di euro e altre responsabilità che avrebbero provocato uno squilibrio finanziario tale da non potere garantire neanche gli stipendi. “Infine da diversi anni, l’Asi ha trasmesso alla tesoreria della Montepaschi di Siena, Villaggio Mosè, innumerevoli mandati di pagamento che non era possibile, per legge, eseguire” conclude Arnone.

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