Arrestato minorenne nisseno con 34 capi d’accusa tra cui violenza sessuale e sequestro di persona. Si riteneva l’erede naturale di Totò Riina

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È avvenuto martedì 25 settembre, a opera della Squadra Mobile nissena guidata dalla d.ssa Marzia Giustolisi, l’arresto di un diciassettenne nisseno sul cui capo pendono ben 34 capi d’accusa tra cui violenza sessuale, sequestro di persona, stalking, violenza privata e atti incendiari.

Il capo della Squadra Mobile d.ssa Marzia Giustolisi

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile e dalla sezione di Polizia Giudiziaria della Procura per i minorenni di Caltanissetta, hanno avuto inizio nel maggio 2016 – allora il ragazzo era quindicenne, ndr – quando, una telefonata al 113 segnalava la presenza, in via Lunetta, di due ragazzi intenti a incendiare una vettura. Addosso all’arrestato veniva rinvenuto un foglietto con elencate le targhe di 20 autovetture e due motocicli in “lista d’attesa” per essere incendiate. Accanto alle prime tre targhe la dicitura “fatto”. Da un rapido controllo veniva appurato che le tre vetture erano state incendiate nello stesso mese di maggio.

Intervista alla D.ssa Marzia Giustolisi, capo della Squadra Mobile

Immagine dal filmato della Questura

Ulteriori indagini, volte a meglio comprendere il movente di questi atti delittuosi, consentivano di scoprire che i proprietari delle auto incendiate erano parenti o amici dell’ex fidanzata del ragazzo arrestato la quale –  con l’aiuto del fratello maggiorenne, T. I. le sue iniziali –    aveva troncato la relazione con il giovane delinquente. Da qui l’inizio di una serie di ritorsioni e di azioni criminali nei confronti del T. I.  servendosi di alcuni altri minori quasi sempre sotto i quattordici anni, dei quali cercava la complicità e verso i quali esercitava condotte persecutorie le quali andando ad impattare su un’immaturità psicologica e su una difficoltà a far fronte a determinate difficili  circostanze, hanno comportato per questi minori perseguitati la necessità di allontanarsi addirittura dalla città, assieme alle famiglie.

“Questo primo filone investigativo – ha detto in conferenza il magistrato inquirente dr Strino

Il sostituto Procuratore dr Stefano Strino

– si è poi saldato a un altro filone investigativo che ci ha consegnato l’immagine di un soggetto che intratteneva rapporti sentimentali con delle coetanee una delle quali, che aveva subìto reiterate violenze sessuali, è stata inserita in una comunità protetta. A questo, si aggiunge il reato di due sequestri di persona, presso la sua abitazione, uno consumato e uno tentato, nei confronti di minori infraquattordicenni, sequestrati perché era stato ordinato loro, dall’arrestato, di portare fuori dalla porta della sua abitazione  una bottiglia di benzina per creare elementi di responsabilità a carico del fratello dell’ex fidanzata, T. I., facendolo apparire come autore di un incendio alla propria abitazione”

Dichiarazioni del dr Stefano Strino della Procura per i minorenni

Il v.Questore aggiunto dr Vincenzo Perta

Degno di nota, quello che è stato scoperto da una perizia al suo cellulare in cui le cartelle portavano nomi riconducibili a Totò Riina del quale si riteneva l’erede naturale. Questo lo faceva sentire  legittimato ad agire secondo schemi mafiosi a volte spalleggiato anche dalla famiglia che cercava in qualche modo di tutelare il figlio.

Una vicenda tristissima, dunque, in cui è difficile stabilire se a determinarla sia stata l’indole delinquenziale dell’arrestato o il degrado del contesto in cui è vissuto o entrambi gli elementi. Quel che appare certo è che non potrà ottenere il perdono giudiziale perché, come ha sottolineato il dr Strino, “il soggetto ha una caratura criminale che spesso stupisce se rapportata alla sua giovane età e con 34 capi d’accusa la vedo difficile”.

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