Arrestato per mafia ad un mese dal matrimonio, assolto dopo un anno e mezzo di detenzione

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Doveva sposarsi il mese successivo a quel fatidico 28 giugno del 2016, ma i preparativi vennero interrotti da un arresto con le pesanti accuse di associazione mafiosa e detenzione di armi.

Adesso si aprono le porte del carcere per Salvatore Calvino 38enne di Pietraperzia assolto in primo grado dal Gup del tribunale di Caltanissetta, Gigi Omar Modica, che lo ha processato con il rito abbreviato.

Da un anno e mezzo Calvino è rimasto in carcere senza più uscirvi dopo essere stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere spiccata dal Gip nell’ambito dell’operazione antimafia “Primavera” condotta dalla Dda nissena contro il locale clan “Monachino” di Pietraperzia a giugno 2016. Dieci le persone destinatarie di misure cautelari in carcere perchè ritenute a vario titolo vicine o appartenenti a Cosa nostra.

Calvino, difeso di fiducia dagli avvocati Giuseppe Speranza e Flavio Sinatra, ha respinto le accuse, optando per il rito abbreviato. Dopo la pronuncia della sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste” il Gup ha ordinato l’immediata liberazione.

Per lui il pubblico ministero aveva chiesto 8 anni e otto mesi di reclusione.

Nello stesso procedimento davanti al Gup, un altro degli indagati, in questo caso a piede libero, aveva chiesto e ottenuto il rito abbreviato. Si tratta di Giuseppe Viola classe ’88, assolto dal reato di concorso esterno, ma condannato a 3 anni e 8 mesi per detenzione di armi con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. Per lui il Pm Roberto Condorelli aveva chiesto la pena di 4 anni e otto mesi

Gli altri dodici indagati hanno scelto invece il rito ordinario.

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