Arrestati killer di Luigi "Gigino" Ilardo. Capo provincia della famiglia nissena, ucciso prima di pentirsi.

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ilardo LuigiDopo 17 anni di misteri e quando ormai il procedimento era archiviato, la DDA di Catania ha arrestato mandanti ed esecutori materiali dell’omicidio di Luigi Ilardo, detto “gigino”. Mafioso nisseno, capo provincia di Cosa Nostra famiglia di Caltanissetta, Ilardo venne ucciso il giorno prima di consegnarsi al Ros dei Carabinieri per pentirsi. A decretarne la morte Giuseppe Piddu Madonia.  

Arrestati a 17 anni di distanza, killer e mandanti di Luigi “gigino” Ilardo, rappresentante provinciale di Cosa Nostra di Caltanissetta, cugino di Piddu Madonia e uomo dei misteri della trattativa Stato mafia. Ilardo, infatti, venne ammazzato a Catania poche ore prima di iniziare ufficialmente a collaborare come pentito, dopo aver fatto per mesi il confidente del Ros dei carabinieri, che grazie anche alle sue dichiarazioni arrestò decine di mafiosi nell’operazione “Grande Oriente”. Ad uccidere Ilardo, secondo l’inchiesta della DDA di Catania, del Procuratore Giovanni Salvi, il cugino Giuseppe Piddu Madonia come mandante, Maurizio Zuccaro e Orazio Cocimano. Ilardo divenne rappresentante provinciale di Cosa Nostra nissena quando Domenico Vaccaro finì in carcere nell’operazione Grande Oriente. Agì volutamente per creare tensioni nella cosca, ad esempio con Pino Cammarata di Riesi, per ottenere udienza presso Bernardo Provenzano. Cosa che avvenne nelle campagne di MezzoJuso. Ma nonostante otto ore di incontro, di cui il capitano dei Ross Michele Riccio era informato, i vertici, Conferenza Nicastro - Salvi - Giustolisidecisero di non intervenire. Già allora, nel 1996, sarebbe stato possibile catturare la primula rossa di Cosa Nostra, cosa che avvenne soltanto dieci anni dopo. Luigi Ilardo, mafioso nisseno dal pedigree del boss, aveva deciso veramente di pentirsi. Il suo era stato un travaglio autentico. Dentro Cosa Nostra, infatti, era destinato a ruoli da capo famiglia e in quanto nipote di Don Ciccio Madonia, padre di Giuseppe detto Piddu, a lui toccava tenere le redini della famiglia mafiosa di Caltanissetta che a quei tempi contendeva numerosi affari alla pari a Catania. La circostanza del mancato arresto di Provenzano, fa parte anche del processo Stato-Mafia in corso a MadoniaPalermo e più volte è finita anche nei fascicoli della DDA di Caltanissetta. Ilardo iniziò la sua carriera criminale a fianco di un latitante pugliese, Gianni Ghisena, raccomandato da Luciano Liggio. Ghisena era vicino ad ambiente di servizi segreti deviati, all’eversione e alla massoneria. L’uccisione di Ilardo, il giorno prima del pentimento ufficiale, ha messo una pietra tombale sopra i tanti segreti ed i misteri che avrebbe potuto svelare a vari livelli. Non a caso le indagini proseguono per scoprire eventuali altri mandanti o soggetti a conoscenza delle circostanze in cui venne deliberato l’omicidio.

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