“Tra arrampicatori e opportunisti il Polo Civico non ha mai svenduto la propria identità”

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(Riceviamo e pubblichiamo) Ad ogni essere umano è data la possibilità di scegliere. Chi non la utilizza, la trasforma in una maledizione e altri sceglieranno per lui.

La scelta da parte di Boris Pastorello di abbandonare il Polo Civico ci amareggia e ci rattrista, soprattutto perché ci sottrae una personalità brillante che ha contribuito a rendere possibile un progetto politico coltivato da anni da persone che non si sono mai arrese e che non vogliono arrendersi di fronte alle difficoltà.

Non neghiamo quanto, con stile personale, il nostro ex assessore e coordinatore ha voluto evidenziare. È indubbio che quando si ci confronta tra ambiti che hanno mentalità diverse o parlano lingue dissimili occorre, per veicolare idee e concretizzare opportunità, avere tanta pazienza. Infatti, mentre nella vita quotidiana le scelte che facciamo ricadono su noi stessi o, al più, su chi ci sta vicino, nella vita politica le scelte che si fanno ricadono sull’intera comunità cui si appartiene.

Il Polo Civico è nato con lo scopo di dare forza e riscontro reale all’impegno responsabile dei cittadini; il civismo, che taluni cercano di beffeggiare e che viceversa dovrebbe essere sentito come elemento fondante dell’impegno politico di ciascuno, è una visione della vita sociale e politica che si propone di unire la collettività, aggregando ambiti sociali diversi per raggiungere una condivisa gestione del bene comune.

E’ indubbio che in questi tre anni di esperienza ci si è dovuti misurare con tante difficoltà: dall’individuale inesperienza di taluno, all’opportunistico disadattamento di qualcun altro, fino all’utilitarismo cinico degli arrampicatori.

In questo scenario il Polo Civico non ha mai svenduto la propria identità né si è mai sottratto al proprio ruolo propulsivo rispetto ai programmi concordati ed alle prospettive indicate.

Certo, per chiarezza e serietà, dobbiamo dire che non siamo soli: talvolta non siamo stati determinati; altre volte abbiamo, per spirito di fedeltà all’Alleanza, tiepidamente rivendicato le priorità necessarie. Ma è altrettanto certo che non siamo stati né mai saremo complici e nemmeno le stampelle di qualcuno per scelte individuali o di bottega, se si tenterà di stravolgere il mandato che i cittadini ci hanno assegnato.

Noi non molliamo, anzi, rilanciamo con forza l’idea che per cambiare le cose serve il protagonismo responsabile di tutti i cittadini, che le istituzioni devono sapere organizzare e promuovere. È una rivendicazione che sin dall’inizio, con difficoltà, stiamo caldeggiando nell’ambito dell’Alleanza, in Consiglio comunale e nelle Commissioni consiliari, anche nei riguardi di quell’opposizione responsabile che rispettiamo per il ruolo di pungolo e che stimiamo in quanto ulteriore contraltare all’atteggiamento distruttivo di taluni arrivisti che tradendo il proprio mandato ed il proprio ruolo cercano esclusivamente vantaggi personali.

Il Polo Civico non è un mezzo appannaggio di singoli individui, ma è un contesto nel quale chiunque senta la responsabilità dell’impegno civile si può spendere per il bene comune.

Questo ci fa essere un Movimento politico alternativo nei presupposti identitari, ma dialogante con chi voglia rappresentare serie prospettive politiche.

Questo continuerà ad essere il nostro impegno, oltre le singole esperienze.

Abbiamo di fronte a noi una sfida: presentare nuovi modi per affrontare le difficoltà e nuovi percorsi per il cambiamento di mentalità necessari per la promozione di uno sviluppo sostenibile della comunità nissena.

L’Assemblea del Polo Civico – Cives 3.0

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