"Area crisi complessa" Gela, pressing sindacati a Renzi. "Burocrazia farebbe perdere autorevolezza"

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I sindacati Regionali e Territoriali di Cgil, Cisl e Uil chiedono un incontro al Premier Matteo Renzi e al Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi per accelerare l’iter della dichiarazione di Gela quale “Area di Crisi Complessa” come previsto dal Protocollo d’Intesa del novembre 2014 sulla riconversione della raffineria di Gela.

da sx Mudaro Gallo Giudice
da sx Mudaro Gallo Giudice

“Ci sono voluti quattro mesi al Governo Regionale per approvare la Delibera di Giunta senza la quale non era possibile avviare l’istruttoria del Mise per la Dichiarazione di Area di Crisi Complessa”, affermano i segretari regionali Michele Pagliaro, Domenico Milazzo e Claudio Barone unitamente ai segretari generali territoriali Ignazio Giudice, Emanuele Gallo e Vincenzo Mudaro. “Soltanto il 12 febbraio su insistenti pressioni sindacali, il Governo Regionale ha emanato la delibera con cui impegna gli assessorati competenti a svolgere i passaggi necessari in relazione al Protocollo d’Intesa tra Eni, Governo Regionale, Governo Nazionale e Sindacati”.

“Siamo certi che il Governo Nazionale non lascerà trascorrere altrettanti mesi per rispettare gli accordi sottoscritti il 6 novembre 2014 al Ministero dello Sviluppo economico”.

I Sindacati Regionali e Territoriali di Cgil, Cisl e Uil “fanno appello al Governo Renzi per una celere definizione dell’area di crisi complessa per Gela affinchè nell’interesse di tutti, e come previsto dagli accordi, si dia vita ad una riconversione industriale che valorizzi il territorio, gli investimenti “green” di nuove aziende, garantendo da subito la tutela del reddito per i lavoratori con le forme di sostegno già previste e finanziate dal FEG”.

Il premier Renzi la scorsa estate a Gela ha detto che “tutti i discorsi perdono autorevolezza se non superiamo i vincoli della burocrazia”.

“Confidiamo nella capacità del Presidente del Consiglio di raggiungere velocemente gli obiettivi e crediamo che anche il Ministero dello Sviluppo Economico debba assumere un impegno del genere.

La situazione dell’indotto è oggi esplosiva e necessita di interventi urgenti”.

I sindacati sono consapevoli di quanto sia complessa l’istruttoria prevista dal Decreto 83 del 2012 per la definizione dell’area di crisi complessa, poichè investe diverse amministrazioni a vari livelli.

I sindacati chiedono quindi, un impegno corale delle Istituzioni Nazionali, Regionali e Territoriali per definire, concretamente tutti i passaggi necessari.

“Il Protocollo d’Intesa – dicono infatti – non è un Accordo di Programma esecutivo, la comunità d’intenti (il protocollo d’Intesa) tra Stato, parti sociali e imprese va accompagnata con attenzione”.

“Ci appelliamo alla capacità del Premier Renzi di fare fronte comune per procedere con speditezza ed autorevolezza unitamente a tutti gli attori coinvolti in questo ambizioso progetto per restituire dignità a migliaia di lavoratori”.

“E’ intendimento delle Organizzazioni Sindacali attivare le Istituzioni, il Prefetto, l’assessore alle Attività Produttive Regionale, per sensibilizzare il Mise e il Governo Nazionale affinché accelerino l’iter del procedimento e l’immediata applicazione del Protocollo d’Intesa. Ad oggi è l’unica prospettiva di futuro e sviluppo per migliaia di lavoratori e rispettive famiglie poiché in essa si intravede una prospettiva di speranza per il proprio futuro in un territorio tristemente martoriato”.

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