Architettura sostenibile. Milazzo al PD: “Considerazioni scollegate e superficiali”

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Non si ferma il botta e risposta tra l’ex assessore Andrea Milazzo e il Partito democratico sul regolamento comunale per l’architettura sostenibile. Dopo l’annuncio di modifiche sostanziali da parte della terza commissione e le puntualizzazioni dell’ex assessore della giunta Campisi, estensore del primo regolamento, era stato il dipartimento urbanistica del PD a criticare le previsioni in esso contenute. Adesso la controreplica dell’architetto Andrea Milazzo. Un dibattito che sarà possibile ascoltare con le interviste ai protagonisti nell’edizione del 13,05 del radiogiornale. Di seguito la controreplica dell’ex assessore all’urbanistica.
“E’ un vero peccato – afferma Milazzo – che quella parte del Partito Democratico che fortunatamente non siede a Palazzo del Carmine, provi ancora una volta a trasformare un momento di sereno dibattito su un tema meraviglioso in un campo di battaglia, nella ormai nota filosofia del tanto peggio, tanto meglio”.
“Mi si consentirà, prima di procedere come ormai d’abitudine a smentire le solite eccezioni, sconsideratamente prive di qualsiasi pregio, di evidenziare una totale sconnessione tra organismi esterni alle Istituzioni del P.D. e organi amministrativi dello stesso Partit”.
“Sarebbe infatti doveroso che il Dipartimento Urbanistica del Partito Democratico dia pubblicamente risposta ad diverse domande, che chredo aleggino nel pensiero di tanti che leggono i loro tanto politicamente sgrammaticati, quanto assolutamente tardivi interventi”.
“Se è vero, come sostengono, che il Regolamento è lacunoso, come mai la Commissione Ambiente presieduta da Leyla Montagnino ed avente al suo interno il Dott. Silvano Licari, entrambi autorevoli e intellettualmente onesti Dirigenti del P.D., rese l’8.2.2013 parere favorevole sullo strumento, seguita a ruota dalla Commissione Urbanistica il 16.3.2013, cui sedeva un altro autorevole Dirigente del P.D., oggi capogruppo in Consiglio Comunale e per lo più Ingegnere, Angelo Scalia?”.
“Come mai le attuali Commissione Urbanistica ed Ambiente licenziano il Regolamento con parere favorevole, dopo attento e lungo esame, dandone pubblica evidenza, Commissioni, ricordiamo, dove siedono autorevoli e capaci Dirigenti del P.D.?”.
“Come mai l’Amministrazione Ruvolo, tramite l’Assessore (e Ingegnere) Amedeo Falci, non ha provveduto a ritirare l’atto se lo stesso è così lacunoso assumendosene la conseguente responsabilità politica ed amministrativa?”.
“Ed in ultimo, come mai, dopo quasi tre anni dal varo del Direttiva sull’Architettura sostenibile del 16.3.2012, ad iter ultimato della Conferenza dei servizi del 29.11.2013 con pareri favorevoli della Soprintendenza BB. CC. ed AA. di Caltanissetta e del SIAN dell’Asp. 2., ed un numero cospicuo di sedute delle Commissioni Consiliari con conseguente, almeno fino ad oggi, produttiva spesa di denaro pubblico, il Dipartimento Urbanistica del Partito Democratico avverte solo oggi l’esigenza di in confronto pubblico, per altro più volte consumato dall’Amministrazione Campisi, anche con contatti Istituzionali ed accademici?”.
“E’ forse la paternità del sottoscritto e dell’Amministrazione Campisi il vero problema di questo regolamento? Mi dispiace ma ciò è incancellabile. Si chieda il Dipartimento Urbanistica del Partito Democratico, tanto attento alle tematiche dell’ambiente e dell’urbanistica il perché non via provveduto per tempo”.
“Ma andiamo ora al nutrito elenco di osservazioni del Dipartimento Urbanistica del P.D.
Premetto subito che il Regolamento allora proposto dall’Assessore Silvano Licari della Giunta Messana, con cui, a differenza di oggi vi fu un produttivo confronto, non entrò mai in vigore perché durante il periodo di “gestazione” le norme che recava furono superate da norme di rango superiore.
Faccio presenta al Dipartimento Urbanistica che in ogni caso, l’art. 6 dell’attuale regolamento, prevedendo, una lunga gestazione, precisa che le norme richiamate da dispositivi di rango superiore sono sostituite ed integrate laddove la legislazione si evolve.
Convenimmo comunque l’indirizzo sul riutilizzo di alcune norme sulla riduzione dei consumi idrici ed il riciclo delle acque piovane contenute agli articoli 4.1 e 4.2 del Regolamento. Ulteriori informazioni sono desumibili nella risposta all’interrogazione del marzo 2011 che lo scrivente rese sull’argomento, che evidentemente il Dipartimento Urbanistica del P.D. ignora.
In ordine alle premialità volumetriche, è ovvio che il Dipartimento Urbanistica del P.D. confonda un regolamento per l’architettura sostenibile per una legge sul condono edilizio.
Se avesse letto con maggiore attenzione il regolamento, si sarebbe accorta che le deroghe sono concesse nelle distanze ed altezze e volumetrie nei seguenti casi strumentali a raggiungere un orientamento ideale ed ad assicurare l’ubicazione dei necessari dispositivi tecnologici:
1.2 Orientamento dell’edificio, deroga art. 37 R.E.C. distanze dai confini; 1.3. Protezione dal sole realizzazione di Bow windows, realizzazione di logge; 1.4. Incremento volumetrico e di superficie lorda sia nelle nuove costruzioni che nelle ristrutturazioni che riguardano più del 25% della superficie originaria; 1.8 Tetti solai e terrazze verdi, utilizzo dei locali seminterrati e sottotetto in deroga all’art. 37 del R.E.C. per parcheggi e locali abitativi; 1.9. Utilizzo di sistemi di trasporto della luce naturale in deroga ai parametri di aero illuminazione”.
“Il Dipartimento Urbanistica ignora altresì che è in corso di esame da parte del Civico consesso l’esenzione del pagamento degli oneri concessori e del suolo pubblico per gli interventi di ristrutturazione ecosostenibili nel centro storico proposta della Giunta Campisi, e che in recepimento del regolamento IMU varato anch’esso dalla Giunta Campisi, tutti gli interventi finalizzati all’eco sostenibilità sono oggi fiscalmente sgravati dai tributi comunali.
In ordine all’obbligo della Relazione di eco bilancio e di utilizzo di materiali ecosostenibili, l’art. 1.6. che prescrive obbligo di materiali ecosostenibili a secco, in sede di prima applicazione sia non inferiore al 5% e non superiore al 25%. Detto dispositivo, come forse ignora il Dipartimento, è stato emendato di recente dalla Commissione Consiliare II che ha statuito già in sede di prima di applicazione l’aliquota del 25%”.
“In ordine ai requisiti di isolamento acustico in riferimento al DPCM 5.12.1997, approfondendo la superficiale lettura, il Dipartimento scoprirà che le schede UNI dei materiali prescritti sono ecosostenibili”.
“Rassicuro il Dipartimento Urbanistica del Partito Democratico che le prescrizioni in ordine agli impianti sono obbligatorie (benché faccio fatica a pensare che si possa percepire diversamente di un testo che si chiama regolamento) e vertono sugli obblighi di utilizzo di sistemi ad alto rendimento, di impianti centralizzati della produzione di calore, della regolazione locale della temperatura dell’aria e della contabilizzazione energetica. Il regolamento prevede altresì al punto 3.1. l’utilizzo di reti di teleriscaldamento dell’acqua calda sanitaria.
Raccomando inoltre la lettura delle norme per la sostenibilità ambientale che prevedono la contabilizzazione individuale dell’acqua potabile, la riduzione del consumo di acqua potabile riutilizzando le acque grigie della cucina ed il recupero di acque piovane, oltre alla disciplina per la riduzione dell’effetto gas radom nei piani seminterrati e le norma per la mobilità sostenibile contenute all’art. 5”.
“L’unica cosa che ritengo sconfortante, (termine utilizzato dal Dipartimento Urbanistica del P.D. che verosimilmente rispecchia la propria visione politica), è veder considerare, i progettisti locali privi di creatività e di attitudine all’innovazione. Tutto ciò potrà essere certamente incentivato, se il destino vorrà, che almeno questa volta si riesca a fare un passo avanti senza il freno di una grottesca ed anacronistica speculazione politica che già in passato è stata da freno su temi importanti come quello che si sta affrontando” conclude l’architetto Andrea Milazzo

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