Arancia meccanica in via Fra Giarratana. La Mobile racconta i retroscena della rapina. (Guarda)

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Marzia Giustolisi capo della squadra mobileAveva destato scalpore e sdegno la rapina in abitazione ai danni di un’anziana in via Fra Giarratana a Caltanissetta, lo scorso 8 maggio, quando due malviventi si fecero aprire la porta e non esitarono a picchiare selvaggiamente l’ottantenne indifesa per rubarle i soldi della pensione. Martedì pomeriggio l’epilogo investigativo. La squadra mobile di Caltanissetta ha arrestato gli autori della rapina Manaue Sagona di 24 anni e Marco Alfieri di 27, arrestati con diversi capi d’accusa per aver procurato anche gravi lesioni alla donna. Si tratta di due soggetti dediti ad attività criminali di vario genere, dall’estorsione alla ricettazione, passando per furti e rapine e  per uno dei due droga. “La risposta della giustizia arriva subito – afferma il capo della mobile, Marzia Giustolisi – a seguito di serrate e tempestive indagini su richiesta dei Pubblici Ministeri Elena Caruso e Donatella Pianezzi, sono state emesse le due ordinanze di custodia cautelare in carcere, immediatamente eseguite dagli uomini dell’Antirapina.

Guarda la conferenza stampa con il capo della mobile Marzia Giustolisi che racconta i retroscena della rapina violenta. 

Manaue SagonaSapevano, evidentemente, che la 77enne nissena residente in un condominio di via Fra Giarratana, aveva ritirato la pensione quella mattina. Ed hanno sfruttato una circostanza favorevole, ovvero il giro di un condomino per ritirare i soldi dlele bollette. Motivo per cui la vittima della rapina violenta del 8 maggio ha aperto a Manaue Sagona e Marco Alfieri la porta di casa. Sull’uscio due  ceffoni. E poi la rapina in stile arancia meccanica nei confronti di una persona indifesa. Minacce di morte, tirate di capelli e anche una mano per impedire di farla parlare che ha provocato uno svenimento alla donna, impossibilitata a respirare. Sono alcune delle fasi della rapina definita raccapricciante dal capo della squadra mobile nissena, Marzia Giustolisi, che ha condotto le indagini che hanno portato all’arresto dei due autori, definiti persone incapaci di concepire il rispetto dell’essere umano. La pensionata, dopo lo shock iniziale, confortata dagli agenti della sezione antirapina, ha riconosciuto i suoi aggressori con estrema lucidità e buona memoria. I due farebbero parte, secondo gli investigatori, di un più vasto giro, non balordi ma criminali. La squadra mobile si dice certa che vi sia una stretta connessione tra l’elevato consumo di droga, la presenza di pusher e i furti in appartamento a Caltanissetta. Soprattutto perchè ultimamente, forse anche a causa della crisi, i trafficanti di Palermo e Catania non concedono più neanche un giorno per pagare la merce ma pretendono il pagamento contestualmente alla consegna delle partite di hashish, marijuana e cocaina.

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