Apprendimento esperienziale. Al liceo Volta l’incontro con il fisico Carlo Meneghini

L’offerta formativa dell’I.I.S. “A. Volta” di Caltanissetta non si è fermata neppure nei mesi estivi: comprende infatti un ulteriore percorso da svolgersi al di là delle curricolari attività didattiche. Tale percorso è stato espressamente progettato per far fronte anche alle restrizioni ed alle esigenze imposte dalla situazione pandemica ed è basato su osservazioni ed esperimenti da svolgersi anche all’aria aperta e su attività pratiche da realizzare, adoperando materiali e strumenti di uso comune e facilmente reperibili. Lo scopo di questo modus operandi è condurre il ragionamento scientifico fuori dal laboratorio propriamente detto, partendo dall’osservazione di fenomeni quotidiani e stimolando negli allievi la curiosità, la capacità di osservare e il ragionamento deduttivo.

Il PON “Scuola Estiva di Fisica” è un iter laboratoriale che mira alla scoperta di leggi e principi della Fisica, con l’utilizzo di metodologie di tipo attivo e costruttivo, con al centro l’alunno, finalmente consapevole e protagonista dei propri comportamenti, e portato a riflettere costantemente sui propri processi di apprendimento.

Il Prof. Carlo Meneghini, docente ordinario di Fisica all’università RomaTre , con il quale la Prof.ssa Maria Petitto, referente del progetto, collabora ormai da diversi anni nell’ambito della ricerca in didattica laboratoriale, ha accolto con entusiasmo l’invito a tenere due corsi estivi:«La nostra collaborazione, insieme al gruppo di lavoro LS-OSA del MIUR, ha portato negli anni alla pubblicazione della guida alla didattica esperienziale “Fare laboratorio”, pubblicata dall’Accademia della Scienze di Torino. La guida propone a docenti e studenti di adottare un atteggiamento di ricerca e in questo senso può rivelarsi più faticosa per chi impara e anche per chi insegna, ma è certamente più efficace e più idonea a costruire insieme ai nostri studenti competenze e cittadinanza scientifica. È incredibile l’entusiasmo con cui gli studenti del Volta partecipano alle scuole estive e condividono il piacere dell’indagine scientifica e della scoperta. L’idea di gioia che trascina dentro la lezione e coinvolge fortemente non è per nulla estranea al discorso educativo: è questa una magnifica idea della classe docente più attenta ai bisogni educativi dei propri alunni e capace di guardare all’apprendimento esperienziale costruendo prospettive, sollevando domande e sviluppando il pensiero critico».

Nella scuola di questi decenni è fondamentale attivare percorsi laboratoriali che privilegino la disposizione del setting,al fine di favorire la comunicazione circolare, offrendo agli studenti la possibilità di comunicare con tutti i membri del gruppo guardando in viso ogni interlocutore e costruendo rapporti interpersonali gratificanti e con scambio di opinioni.

Le attività di tutoring favoriscono in tal senso l’interazione fra studenti, l’autostima, l’empatia e soprattutto il Cooperative Learning; il tutoraggio permette, infine, di potenziare le competenze cognitive e sociali, e favorire il coinvolgimento emotivo del gruppo, senza sminuire in alcun modo l’autorevolezza del docente, che conserva il compito di guidare la prospettiva formativa-educativa.

Il primo dei due PON previsti è stato destinato agli alunni segnalati nel corso dell’anno scolastico dai propri docenti, e che avevano già mostrato un certo livello di pro attività e che si sono approcciati all’apprendimento in modo più approfondito, spesso ponendosi problemi di senso e significato.

Una didattica personalizzata non ha bisogno di etichette: ogni studente ha diritto a veder soddisfatti i propri bisogni, e ciò significa passare da una concezione del talento/potenziale come qualcosa che deve essere dimostrato, alla concezione del talento/potenziale come qualcosa da sviluppare, facendo emergere il profilo di “studente eccellente” dalle opinioni e dal vissuto personale di tali studenti.

Nella realtà scolastica gli insegnanti sono legittimamente impegnati in primis nell’accompagnare e sostenere difficoltà e fragilità dell’allievo, nella consapevolezza che far fede al motto “non uno di meno” sia la priorità: in questo quadro, il più delle volte l’attenzione, il riconoscimento e il supporto degli alunni più talentuosi sono lasciati alla sensibilità di pochi insegnanti e dirigenti che adottano uno sguardo ampio e realmente inclusivo.

I talenti emersi dal primo PON di sono divenuti tutor nell’attività laboratoriale del secondo corso, iniziato il 4 Settembre e concluso a fine Novembre, corso in cui saranno loro a guidare i nuovi gruppi di studenti nella conduzione degli esperimenti e in cui viene potenziata la Peer Education e il Tutoring.

Alla conclusione dei due corsi sono decine i tutor formati e pronti a coinvolgere anche nell’attività laboratoriale curriculare i propri compagni di classe: Alberto Alessi,Marta Bellavia, Elena Castronovo, Calogero Cummo, Giorgia Curto, Ludovica Di Mare, Manuel Difrancesco, Anthony Insalaco, Elsa Lacagnina, Michele Lacagnina, Roberta La Malfa, Francesca Lo Brutto, Emanuele Lombardo, Maria Vittoria Lunetta, Maria Chiara Macaluso,Flavia Mangione, Eleonora Porrovecchio, Nicolò Porrovecchio, Valerio Privitera, Daniele Salvo, Rodolfo Sollami, Maria Valenza.

Il prossimo obiettivo di “Fare Laboratorio”è un corso di formazione sulla didattica esperienziale progettato in collaborazione con Academy of Distinction e destinato a docenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, in cui l’insegnamento individualizzato verrà sostituito dalla personalizzazione del percorso di studio e di apprendimento,e che oltre a ridurre gli insuccessi scolastici riuscirà a riconoscere e a promuovere i diversi talenti presenti in ciascuna alunna o in ciascun alunno.

 

 

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