Appello delle associazioni di donatori di sangue: “Serve compensare le donazioni interrotte nelle zone colpite dal coronavirus”

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“In considerazione che per la maggior parte dei soggetti da noi rappresentati il trattamento trasfusionale periodico è indispensabile ed indifferibile per vivere, chiediamo a tutti i donatori di sangue di continuare ad aiutarci anche in questo momento di paura e confusione affinché le terapie salvavita siano garantite per tutti, in tutte le Regioni d’Italia. Chiediamo a chi può di iniziare a donare perché molti donatori attivi residenti nelle zone colpite dal coronavirus al momento non possono donare ma anche in quelle zone si deve continuare a soccorrere chi necessita di sangue”. E’ l’appello lanciato dalle associazioni Avis, Frates e Fidas riunite nella United onlus che a livello nazionale rappresenta tutte le associazioni impegnate nella donazione del sangue. “Chiediamo un atto di fiducia e responsabilità: andate a donare il sangue presso i Presidi Ospedalieri o utilizzando i canali delle Associazioni dei Donatori per essere costantemente aggiornati sulle necessità e le restrizioni in atto. Ringraziamo il lavoro di tutto il Personale Sanitario, di tutte le Amministrazioni Pubbliche e soprattutto a tutti i Donatori di sangue che ci stanno aiutando in questo faticoso momento per tutto il Nostro Paese”.

La UNITED Onlus, costituita nel 2012, rappresenta in modo unitario dinanzi alle Istituzioni Nazionali ed Internazionali le tante organizzazioni locali e regionali a tutela dei pazienti affetti da Talassemia, Drepanocitosi e Anemie Rare. Il suo scopo è fornire ai pazienti e alle loro famiglie un’assistenza globale, tutelando il loro diritto alla salute, l’accesso alle cure, la parità sociale e le opportunità di lavoro. L’Italia è tra i paesi leader nella cura di Talassemia, Drepanocitosi e Anemie Rare ed i suoi centri di eccellenza costituiscono un polo di attrazione per pazienti da tutto il mondo.

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