Aperto alla stampa l’ex rifugio antiaereo di Salita Matteotti. Sarà conservata la memoria storica dei luoghi.

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DSC_9733Come già preannunciato il 19 maggio, durante la conferenza stampa indetta per presentare le due lastre di marmo ritrovate all’interno dell’ex rifugio antiaereo, l’ing. Giuseppe Dell’Utri, R.U.P. dei lavori di conversione in Museo d’arte contemporanea ha incontrato, lunedì 25 maggio, i giornalisti perché potessero rendersi conto dello stato dei luoghi e ricevere dei chiarimenti.
“Per me – ha detto l’ing. Dell’Utri  nel corso della visita guidata – queste strutture erano preesistenti al rifugio. Verosimilmente potevano essere anche un serbatoio o una vasca di accumulo di acqua che poi furono trasformate con la realizzazione della copertura in cemento armato di uno spessore notevolissimo e fatto bene. Le condizioni statiche generali sono buone ma abbiamo un problema di sanificazione, più che altro di salubrità  perché c’è parecchia umidità”.
Intervista all’ing. Giuseppe Dell’Utri R.U.P. dei lavori

Al di là delle domande e delle relative spiegazioni, una polemica è nata con un giornalista che non si spiegava come mai si stesse parlando I bagni originali del rifugio (1)solo adesso di progetto di variante, in seguito al ritrovamento dei tanti reperti e non se ne fosse tenuto conto nel redigere il progetto di conversione. Ha fatto sicuramente senso vedere, per la prima volta, i locali dove i nisseni si rifugiavano durante le incursioni aeree ed i bagni originali dell’epoca, che saranno mantenuti come reperto storico ma non, ovviamente, nella loro funzione. Nessun segno di cedimento del muro che si trova in fondo al rifugio e che sostiene il terrapieno su cui è costruito l’edificio che, oggi ospita un Istituto di credito che, ai tempi, era un albergo (Albergo Moderno, ndr). Analoghe condizioni per gli altri muri perimetrali.
Chiarimenti del direttore dei lavori, ing. Salvatore Lanzafame

“Abbiamo avuto una prescrizione da parte della Soprintendenza – continua il R.U.P. Dell’Utri –  perché rimanga tutto così, come memoria storica. Stiamo elaborando una variante che a breve, avendo deciso assieme al sindaco che debba esserci la massima trasparenza, in un altro incontro collegiale presenteremo quella che è la nostra proposta di variante sulla quale abbiamo già un preparere della Soprintendenza” .
Vedremo cosa verrà fuori ma, sicuramente, nonostante si cercherà di conservare la memoria storica di quei luoghi, vi si entrerà con uno spirito ben diverso da quello con il quale vi si entrava durante la guerra.
Nota della Redazione: a tutti coloro che volessero scaricare una o più foto pubblicate nell’articolo e/o nella fotogallery, per farne uso pubblico, ricordiamo l’obbligo di citare la fonte e, quindi, nel caso specifico “Radio cl1″.
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