“Aperto alla città”, ospiterà i minori per le pene alternative. Apre il centro polifunzionale per la giustizia minorile

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IMG_5244E’ stato inaugurato venerdì mattina presso il centro per la giustizia minorile di Caltanissetta il nuovo centro diurno polifunzionale, struttura per l’esecuzione di pene alternative comminate ai minorenni. Presenti al taglio del nastro numerose autorità, tra cui il direttore del dipartimento giustizia minorile del Ministero della Giustizia, Vincenzo Starita, il procuratore per i minorenni di Caltanissetta, Laura Vaccaro, il sindaco Giovanni Ruvolo, il direttore generale dell’Asp, Carmelo Iacono e gli operatori della struttura insieme agli appartenenti alle forze dell’ordine. A fare gli onori di casa il direttore dell’Istituto penale minorile, Maria Grazia Carneglia.

Il centro polifunzionale, che si trova a fianco del Ipm, sarà il punto di riferimento per i giovani a rischio devianza oltreché per i ragazzi che sono sottoposti a misure alternative da parte del giudice. Magistrato, adesso nel ruolo dell’amministrazione della giustizia, Starita ha sottolineato l’importanza della nuova struttura, che dovrà essere aperta al territorio ed operare in sinergia con le istituzioni, soprattutto il terzo settore e il mondo del volontariato. Il centro diurno polifunzionale sostituisce la comunità penale chiusa da qualche mese.IMG_5254 Un regime diverso quello degli ospiti delle due strutture. Nel centro diurno i minori vengono ospitati per svolgere attività rieducative quando sottoposti a misure alternative come ad esempio la messa alla prova. La comunità penale, ha spiegato Starita, ha chiuso i battenti per motivi finanziari dettati dal Ministero della Giustizia, ma la nascita del centro diurno polifunzionale rappresenta una scommessa rivolta al futuro, ovvero ai percorsi alternativi di rieducazione dopo la pena.

Intervista

Dentro il centro polifunzionale, dopo cinque anni di sospensione, sarà attivato l’ufficio di mediazione penale. E’ una struttura che risponde al principio della giustizia riparativa, attraverso la quale il minore che ha commesso un reato si confronta, alla presenza di un mediatore, con la stessa vittima del reato, in un percorso di presa di coscienza del danno cagionato e di possibile riconciliazione con la vittima. L’esito della mediazione viene poi comunicato al giudice che può valutarlo nel comminare la pena o per decidere misure alternative. Come ha spiegato Rosalba Salierno, direttore dei centri per la giustizia minorile della Sicilia.

Intervista

 

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