Antimafia, indagine sul Comune partita da esposto anonimo. La Presidente Montagnino chiede di essere ascoltata

Numero di preferenze ottenute alle ultime elezioni, dati reddituali, “situazioni personali e patrimoniali di ciascun consigliere” e poi interrogazioni, interpellanze e mozioni.

Sono questi gli atti che la commissione regionale antimafia ha chiesto al Comune di Caltanissetta, per il tramite del segretario generale Rita Lanzalaco. Un’indagine dell’Antimafia che è partita da un esposto anonimo in cui si adombrano sospetti di contiguità con ambienti “pericolosi” su alcuni consiglieri comunali, pare 4. Un esposto che lo stesso Musumeci ha deciso di verificare: “vedremo se si tratta di denigrazione”. Anche se l’operazione “Perla Nera” ha finito con il mettere altra carne sul fuoco rispetto all’ipotesi iniziale dell’Antimafia, che già in precedenza aveva ricevuto le segnalazioni.

Ieri mattina, dopo aver appreso dalla stampa dell’indagine della commissione antimafia dell’Ars, la presidente del consiglio comunale Leyla Montagnino, ha inviato una nota al presidente, Nello Musumeci, per essere ascoltata.

“Penso che sia il minimo. Dalle notizia di stampa sembrerebbe coinvolto il consiglio comunale, ci sono state segnalazioni e il presidente Musumeci ha ritenuto di avviare un’indagine su fatti che ancora non si conoscono bene. Poiché ci sono ipotesi di legami ad associazioni mafiose e criminali, io, che non sono stata sentita, ho subito trasmesso una nota al presidente della commissione antimafia per essere ascoltata e capire cosa stia succedendo”, spiega la Montagnino.

La commissione antimafia ha chiesto al Comune, per il tramite del segretario generale, di produrre una documentazione inerente atti dell’ufficio di presidenza in via riservata.

“Non c’è stata richiesta ufficiale di atti (alla presidenza, ndr.). Non ne ero a conoscenza. So che è stata chiesta una documentazione al Segretario generale, nella qualità di notaio dell’ente, che ha ritenuto di dover accogliere una serie di documenti che ha prodotto in commissione”, spiega il presidente del consiglio Montagnino.

“Ho saputo di questi atti solo ieri mattina. Nel momento in cui è apparsa la notizia sulla stampa ho immediatamente chiamato il sindaco che è stato ascoltato, e soprattutto il segretario generale, che ha chiesto all’ufficio di presidenza gli atti necessari da produrre in commissione antimafia. So che si tratta di atti relativi ad attività del consiglio, interrogazioni, interpellanze e mozioni e situazioni personali e patrimoniali di ciascun consigliere. Non penso si possa parlare più di segretezza, quello che è avvenuto penso sia ormai pubblico e mi sono sentita per questo di chiedere di essere ascoltata, per capire cosa sta succedendo al Comune”.

Commenta su Facebook