Antimafia 2012, l'anno della DIA (ascolta e guarda). Tra confische, antiriciclaggio e via D'Amelio.

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DIA - Francesco Papa, Gaetano Scillia, Emanuele LicariLa fine dell’anno coincide anche per la la Direzione Investigativa Antimafia di Caltanissetta con il tempo dei bilanci. Numeri importanti in termini di sequestri, controlli, confische e arresti, sul terreno della lotta alla mafia e aggressione dei patrimoni dei mafiosi, con cui la Dia nissena può archiviare il 2012, l’anno in cui è stata riscritta la vera verità sulla strage di via D’Amelio, un complesso lavoro investigativo affidato proprio all’organismo ideato da Falcone, che a Caltanissetta ha portato a termine (sotto il coordinamento della Procura antimafia), la riscrittura di una storia misconosciuta per 20 anni.

Ascolta il servizio con le interviste: “Antimafia 2012, l’anno della DIA”.

Un bilancio delle operazioni, hanno spiegato in conferenza stampa il capocentro, Colonnello Gaetano Scillia, affiancato dai Tenenti Colonnello Francesco Papa ed Emanuele Licari, che viene proposto alla stampa ed ai cittadini per tenere memoria di quanto è stato fatto con il lavoro quotidiano per fronteggiare il potere economico e finanziario della mafia sul territorio.

Ten.Col. Francesco Papa - DIANel caso di via D’Amelio si tratta di un indagine resa più complessa dai riscontri delle dichiarazioni di pentiti, da incrociare con migliaia e migliaia di pagine di sentenze sull’uccisione del magistrato Paolo Borsellino.

L’altro fronte su cui è stato tracciato un bilancio delle attività, in occasione della conferenza stampa per il sequestro antimafia dei beni di Angelo Losardo, il 58enne di Bompensiere, per un valore di 2 milioni e mezzo di euro, è quello delle confische di primo e secondo grado e dei sequestri nel 2012.

“L’aspetto più complesso, ha spiegato Scillia, non è il sequestro in se ma tutta l’attività d’indagine che si pone in essere dopo il sequestro, in cui la difesa fa le sue controdeduzioni e pone in essere l’attività di parte. Se questa fase investigativa viene portata avanti bene, con impegno, allora i sequestri si tramutano in confische di primo grado o definitive. Quando arriva il decreto di confisca definitiva, quindi, per noi è il risultato pieno”, ha concluso il Colonnello Gaetano Scillia.Tenente Colonnello Emanuele Licari - DIA

Sul fronte delle confische sono state ricordate quella di primo grado nei confronti di Salvatore Martorana, per beni del valore di 1,5 milioni di euro, riconducibili in tutto o in parte al patrimonio di Bernardo Provenzano. Il sequestro di beni per 2 milioni di euro a Giuseppe Trubia, 41enne di Gela, personaggio considerato uomo di fiducia di esponenti della stidda e di cosa nostra gelesi. E ancora la confisca definitiva dei beni di Marcello Orazio Sultano, 42enne di Gela, ritenuto uomo di fiducia di Piddu Madonia, imprenditore attivo nel settore edilizia e calcestruzzo e nei relativi lavori pubblici. Una confisca definitiva di 10 milioni di euro di beni, per Sultano, che nel 2012 sono quindi passati dalle mani dei mafiosi al patrimonio dello Stato. A Marianopoli il sequestro di beni di Mariano Lombardo, uomo di collegamento con Piddu Madonia, 61 anni già coinvolto nell’operazione antimafia dei Carabinieri, deserto del 2005. A lui gli agenti della DIA hanno sequestrato beni, villino e terreni a Petralia e Caltanissetta per 2 milioni di euro. Tra le operazioni più recenti il sequestro di beni ditta Grizzanti e Amorminoimmobili e conti correnti per oltre 1 milione di euro a Francesco Annaloro, avvenuto il 24 ottobre scorso, 62enne di Riesi, personaggio di spicco della Stidda, la cui caratura criminale si desume dal fatto che all’uccisione di Giuseppe Di Cristina detto la “tigre”, gli subentrò ai vertici della cosca di Riesi proprio Annaloro, intorno al 1980. Vi è quindi la confisca di secondo grado dei beni riconducibili all’impero economico imprenditoriale di Pietro Di Vincenzo, il sequestro di beni nei confronti di Antonino Grizzanti, 56enne uomo d’onore della famiglia mafiosa di Sutera, al quale la Dia ha sequestrato 2 milioni di euro tra fabbricati, 7 e la considerevole Conferenza_Stragi_LARI_GRASSO-SCilliaestensione di ben 44 terreni complessivamente 22 ettari sempre a Sutera.

Vi è la terza area investigativa di cui si occupa la DIA e di cui è stato fatto un veloce consuntivo, ovvero i controlli nei cantieri e nelle cave per verificare la possibile presenza o tentativi di infiltrazioni mafiose. Si tratta di settori dell’economia molto delicati, nei quali è sempre alta l’attenzione degli inquirenti, ha spiegato il tenente colonnello Francesco Papa.

“Uno degli indicatori che consente di capire se vi siano o meno infiltrazioni – spiega – è la corrispondenza, nei cantieri e nelle cave, tra i nomi degli operai e tecnici assunti e quelli effettivamente presenti. Se in un cantiere troviamo persone che operano senza apparentemente nessuna ragione e senza averne titolo, questo diventa il primo campanello Un momento della Conferenza ala DIAd’allarme”. Un’azienda , che operava nell’appalto per la Nord-Sud, la strada in fase di realizzazione da Santo Stefano di Camastra a Gela, è stata interdetta dopo che sono state accertate infiltrazioni mafiose. Di questi controlli ne sono stati effettuati a decine in provincia di Caltanissetta, passando al setaccio, società e loro intestatari, i relativi appalti, passando per il controllo di operai e mezzi. A questa attività si sono affiancate le operazioni antiriciclaggio. Nel 2012 l’operazione “Fenix”, ha portato alla luce un vasto giro di riciclaggio di denaro sporco con l’estero, con sequestro di immobili e merci per un valore di almeno 20 milioni di euro. Un’operazione, quest’ultima, con società finanziarie estere e banche italiane coinvolte. Un ruolo importante hanno avuto le banche dati all’avanguardia utilizzate dalla Dia. Si va dalle banche dati degli appalti pubblici migliorate e integrate dopo l’approvazione della Legge che ha costituito l’intrforze per gli appalti con la Dia a fare da traino. C’è poi il software ri-visual, che consente di conoscere gli intrecci e i collegamenti anche a più livelli sovrapposti, tra amministratori, soci e società, loro ruoli e partecipazioni nel tempo.

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