Antenna Rai, scende in campo l’Ordine degli Architetti. “Dimezzarla è uno scempio irreversibile”

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L’Ordine degli architetti della provincia di Caltanissetta scende in campo nella controversia dell’antenna Rai con una nota indirizzata al pesidente della Regione Siciliana che ad interim è anche assessore ai beni culturali, al dirigente generale dell’assessorato, al sindaco e alla soprintendenza di Caltanissetta oltreché a RaiWay, società controllata dell’azienda pubblica Rai.

Nella seduta straordinaria del 5 aprile, a seguito delle notizie pervenute dagli organi di stampa, dai comitati spontanei e dalle associazioni di tutela di beni culturali ed ambientali, l’Ordine segnala che l’Antenna Rai e il compendio immobiliare “da risorsa per il territorio, per motivazioni che ci si astiene dall’esporre in questa sede, è derivata in un insidiosissimo corto circuito istituzionale, suscettibile di produrre conseguenze altamente negative sui beni in questione e sulla collettività che ne deve fruire”.

“L’antenna, chiaro simbolo distintivo nel paesaggio urbano, ed elemento visibile delle testimonianze del costrutto tecnologico della radiocomunicazione, contenute nel compendio immobiliare in oggetto, starebbe per essere assoggettata ad un non meglio precisato intervento di “ablazione”, che ne dimezzerebbe l’altezza. Tale intervento, individuato come “provvisorio” (sic!), viene declamato quale soluzione a scongiurare un non meglio precisato ed imminente (sic!) pericolo di crollo, unilateralmente paventato dalla Azienda proprietaria, ad avviso dello scrivente Consiglio, non adeguatamente accertato da parte del Comune di Caltanissetta, che a tutela ha emesso un ordinanza, limitante sine die, il diritto di abitazione di numerose famiglie residenti nella immediata prossimità del compendio in oggetto. Detta condizione avrebbe creato pressione emotiva nei confronti degli organi della Soprintendenza, al fine di autorizzare il su descritto intervento ablativo, esautorandone, in questa paradossale ipotesi, il ruolo di tutela cui è preposta”.

“Per fortuna – prosegue la nota – detta ordinanza, sempre per quanto si legge dagli organi di stampa, sarebbe in corso di revoca per la parte che riguarda lo sgombero, forse a seguito di una più attenta valutazione degli atti e circostanze. E’ del tutto evidente che, laddove detto intervento demolitivo dovesse essere autorizzato, il complesso contenzioso giurisdizionale in corso, causerebbe una irreversibile trasformazione dell’antenna, con conseguente definitivo depauperamento del bene culturale, già assoggettato a vincolo da parte della Soprintendenza BB.CC. ed AA. di Caltanissetta ed a Variante Urbanistica da parte del Comune di Caltanissetta, che destina il compendio a parco naturalistico ed etno antropologico”.

Tale ipotesi viene fortemente stigmatizzata dal consiglio dell’Ordine, “in quanto costituirebbe un oltraggio, oltreché ad una delle poche ma rilevanti testimonianze di interesse etno antropologico presenti nel territorio, anche e soprattutto all’autorevolezza delle Istituzioni che i beni culturali sono deputate a custodire e tutelare. Questi ultimi costituiscono l’unica e vera possibilità di riscatto del territorio delle aree interne, già afflitto dalle conseguenze della scarsa attenzione allo stesso, in passato, riservata”.

Il Consiglio dell’Ordine degli architetti “invita a ripristinare il corretto e trasparente dialogo tra Pubbliche Istituzioni, che nell’immediato arresti il paventato scempio, e riporti la discussione sul giusto piano del supremo Interesse Pubblico, in questo caso, non già costituito dal “risparmio” per l’azienda pubblica Rai Way, che legittimamente esercita il proprio diritto di liberarsi di un bene per la stessa improduttivo e costoso nella manutenzione, ma invece dal dono alla collettività di una risorsa culturale e naturale di siffatta importanza, caratterizzata da unicità ed infungibilità”.

“E’ chiaro – prosegue la missiva – che il garante di detta risorsa, è l’Amministrazione Locale, che si è già dotata della strumentazione urbanistica per condurre le conseguenti operazioni di riqualificazione e valorizzazione. Queste ultime dovranno essere condotte senza ulteriore indugio, con la massima rapidità e qualità progettuale. In tale direzione il rapporto con l’Azienda Pubblica Rai, non dovrà essere di natura conflittuale, come invece inspiegabilmente si è connotato, ma dovrà tornare nell’alveo della leale collaborazione Istituzionale, per convenire su ipotesi progettuali che dovranno valorizzare la memoria storica del patrimonio pubblico”.

“La Soprintendenza BB.CC. ed AA. – afferma il presidente, Paolo Lo Iacono – dovrà monitorare la coerenza e trasparenza di tali processi, assicurando il pieno conseguimento degli obiettivi di tutela e valorizzazione, che nell’ipotesi demolitiva prospettata verrebbero totalmente sviliti, ponendo l’Istituzione nella posizione di mero notaio di decisioni assunte in altre sedi, creando così un pericolosissimo precedente che vedrebbe un qualsiasi privato proprietario di un bene culturale, poter procedere al depauperamento del medesimo (fatto che è aspramente punito dalla Legge) sulla scorta di una propria insindacabile valutazione unilaterale di convenienza economica”.

“Nell’invitare Tutti gli autorevoli Attori in indirizzo a più prudenti valutazioni, lo scrivente Consiglio dell’Ordine, offre fin da ora la propria disponibilità al fine di individuare le più opportune forme per elaborare una proposta progettuale di alta qualità, al fine di conseguire la piena tutela e valorizzazione dei beni, nel pieno rispetto delle statuizioni di carattere urbanistico e vincolistico interessanti i beni in oggetto. Nelle more raccomanda di effettuare gli interventi più urgenti atti a impedire il degrado del bene, ed accertare ed eventualmente denunziare alle competenti autorità se vi siano state delle condotte colpose e/o dolose che hanno comportato danni ai beni culturali in questione a far data dall’apposizione del vincolo. Il Consiglio dell’Ordine, in attesa di un auspicabile coinvolgimento nelle iniziative infra descritte, provvederà, anche di concerto alle Associazioni ed i Comitati, a monitorare l’evolversi della situazione, assumendo, laddove se ne ravvisassero le circostanze, ogni autonoma opportuna iniziativa”.

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