Antenna Rai, il Comune scende in campo e ordina a Raiway un vasto monitoraggio. Sgomberi sospesi fino a ottobre

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Il Comune scende in campo nella vicenda dell’antenna Rai di contrada Sant’Anna con un’ordinanza del sindaco di Caltanissetta, Roberto Gambino, che sulla scia delle prescrizioni imposte dalla Soprintendenza nei confronti di Raiway, impone alla società controllata dalla Rai di provvedere a una lunga serie di controlli e verifiche per il monitoraggio statico e dinamico del traliccio. Contestualmente il Comune sospende l’ordinanza di sgombero dei residenti delle villette circostanti fino al 15 ottobre, data in cui cesserà lo stato d’emergenza coronavirus votato nelle scorse ore dal Parlamento.

L’ordinanza sindacale istruita dal dirigente dei lavori pubblici, Giuseppe Tomasella, non si limita a disporre tutti gli accertamenti previsti dalla relazione tecnica trasmessa dalla Soprintendenza a Raiway (relazione che il Tar Sicilia aveva sollecitato). In attesa che il monitoraggio venga realizzato intende vederci più chiaro sull’effettivo rischio crollo, tenuto conto che due relazioni degli ingegneri Bonifazio Draghi per Raiway e Michele Scarpulla per la Soprintendenza, arrivano a conclusioni opposte. Il rischio di cedimento va approfondito con un monitoraggio statico e uno dinamico, con indagini in situ per verificare gli acciai della struttura; e ancora prove “non distruttive” quali indagini ed esami sulla struttura e prove “distruttive” ovvero con prelievo di elementi significativi per verificarne la tenuta e infine anche carotaggi, indagini geologiche e geotecniche, prove di resilienza, prove di trazione ed esame chimico.

Verifiche che richiedono tempo e che saranno realizzate da un dipartimento universitario di ingegneria strutturale. E quindi la direzione lavori pubblici è autorizzata dal sindaco Roberto Gambino ad attivarsi immediatamente per sottoscrivere un’apposita convenzione con un dipartimento universitario di ingegneria strutturale al fine di sapere se in questo momento, alla luce della documentazione e della conoscenza in atti della struttura, possano sussistere pericoli per la pubblica incolumità.

Una sorta di valutazione preventiva necessaria al sindaco per adottare le future decisioni visto che il primo cittadino in tema di protezione civile è anche il responsabile della sicurezza e dell’incolumità pubblica. Ma non solo per questo.

L’amministrazione regionale non ha parlato con una voce sola

La Soprintendenza con il responsabile del procedimento, Luigi Gattuso, ha fatto propria la relazione tecnica dell’ingegnere Michele Scarpulla che “ritiene che il collasso paventato è un allarmismo ingiustificato, solo finalizzato allo smontaggio della torre strallata in quanto il giudizio non è sorretto da monitoraggi e prove ma sostenuto soltanto dai risultati di un calcolo sviluppato con principi normativi che riguardano le nuove costruzioni, diversamente da quanto previsto per le costruzioni esistenti per le quali dovevano essere acquisiti tutti i dati propedeutici e i risultati di prove, analisi previste dalle norme, prima di eseguire qualsiasi calcolazione di verifica”.

Viceversa il Genio Civile con una nota del 13 luglio scorso, nel chiamarsi fuori da specifiche competenze sul procedimento (“le attività di smontaggio non sono soggette a provvedimenti autorizzativi di competenza del Genio Civile”), dice comunque la sua “nello spirito di collaborazione tra Enti” e cioè che “lo smontaggio provvisorio e il successivo rimontaggio soddisfa contemporaneamente le esigenze non procrastinabili dell’esecuzione di opere di miglioramento sismico e della salvaguardia della pubblica e privata incolumità degli abitanti del circondario”.

L’accelerazione è arrivata dopo l’ordinanza del Tar del 2 luglio che intimava alla Soprintendenza di riesaminare entro 30 giorni la richiesta di Raiway relativa alla possibilità di accorciare temporaneamente l’antenna, e ricordava all’amministrazione regionale i poteri impositivi e sostitutivi che avrebbe potuto o potrebbe ancora esercitare.

Per i residenti è solo un rinvio del problema ma le cose però sono cambiate. Il Tar ha impresso un’accelerazione e tutti gli enti coinvolti hanno prodotto una serie di atti destinati ad avere conseguenze concrete nell’immediato.

L’antenna Rai è un bene culturale e al momento non si tocca. Dalle approfondite verifiche disposte dalla Soprintendenza che il Comune ha ordinato a Raiway di compiere si saprà se esiste un rischio crollo tale da non consentire l’adeguamento sismico senza accorciare temporaneamente il traliccio da 285 a 130 metri, oppure se gli interventi si possono effettuare sull’antenna così com’è.

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