Antenna Rai, il comitato dei residenti: “Riduzione a 130 metri soluzione transitoria e di buon senso”

169

“Il nostro interesse di residenti nelle immediate vicinanze dell’Antenna, ai quali è stato intimato lo sgombero dalle loro abitazioni, funzionale a non meglio precisati interventi di manutenzione e/o miglioramento prescritti alla proprietà Rai Way sia dal Comune che dalla Soprintendenza ai BB.CC. e AA di Caltanissetta, è, come intuibile, quello di mantenere il legittimo diritto di continuare a vivere nelle proprie case in condizioni di sicurezza, senza dover subire gli effetti di controversie riguardanti le diverse ipotesi di conservazione/manutenzione/abbattimento del traliccio, con risvolti legali di durata prevedibilmente infinita. Ci preme pertanto significare che, in alternativa al ritiro/sospensione dell’ordinanza di sgombero, l’unica soluzione transitoria di buon senso appare la riduzione dell’altezza dell’ Antenna fino a 130 metri proposta da Ray Way e accettata sia dal Comune di Caltanissetta che dal Dirigente regionale dell’assessorato ai BB.CC.AA., la quale non pregiudica in alcun modo un futuro ripristino e restauro del traliccio, nel caso in cui il vincolo venisse ritenuto legittimo, le condizioni di stabilità e di degrado verificate e ritenute compatibili o meno il suo mantenimento o la sua definitiva demolizione e permetterebbe a noi residenti di recuperare la serenità fortemente compromessa dalla prospettiva di dovere essere costretti a lasciare le nostre case”. E’ questa la presa di posizione del comitato dei residenti di contrada Sant’Anna, che parlano a nome di circa 200 persone interessate dall’ordinanza di sgombero tra coloro che sono residenti stabili e quelli che abitano le case per alcuni periodi dlel’anno.

“In questi giorni – proseguono – le cronache nissene, pur in un periodo che ci vede attenti a ben altre emergenze, hanno riportato, in numerosi servizi, interventi e prese di posizione riguardanti l’antenna posta sulla collina Sant’Anna a Caltanissetta (“Stazione radio degli apparati di radiotrasmissione”), e, in particolare, l’attenzione è stata rivolta all’ ordinanza sindacale del 12 marzo 2020 n. 11,  con la quale, tra l’altro, è stato intimato ai residenti ed occupanti anche occasionali (circa 200 persone) di tutte le abitazioni, e relative pertinenze, comprese  entro il perimetro di 300 mt (individuato come area interessata da un potenziale crollo dell’antenna)  lo sgombero entro venti giorni, nonché il divieto di accesso, per un periodo stimato in tre ipotetici mesi.

Nel documento stilato dalle famiglie e trasmesso anche al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in premessa si evidenziano alcuni passaggi tecnico giuridici.

E’ fatto obbligo, in base alla Norme Tecniche delle Costruzioni (NTC 2008-2018), di procedere a verifica strutturale, da effettuarsi a cura dei proprietari, anche per costruzioni non strategiche che possano assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso e che in caso di esito negativo, anche per soli carichi permanenti e altri di servizio, occorra prendere provvedimenti necessari e improcrastinabili correlati alla sicurezza.

Il processo di riconoscimento della natura di patrimonio culturale e identitario, sulla base del Codice dei Beni Culturali 42/2004, comprende all’art. 10 diverse fattispecie che richiedono per ciascuno uno specifico iter istruttorio, del quale si dovrebbe avere piena cognizione; certo è, comunque, che parrebbe necessario per l’apposizione del vincolo che sia trascorso un periodo non inferiore a 70 anni dalla costruzione.

Viene inoltre precisato che “qualsiasi restauro dei materiali, pur necessario, non risolverebbe eventuali problemi di stabilità dell’Antenna per la quale sono venuti meno, sulla base di calcoli effettuati dalla proprietà, i livelli di sicurezza previsti dalla NTC e non di lieve entità da far pensare che una più raffinata modellazione strutturale potesse determinare la “normalizzazione” del traliccio”.

L’antenna RAI è stata realizzata nel 1951 e vincolata con DDG n. 1026 del 2017 per cui, non ricorrendo i termini di legge per l’apposizione del vincolo, lo stesso parrebbe illegittimo; in ogni caso il vincolo, subordinato a una verifica di sussistenza, oltre che l’interesse culturale, dovrebbe verificarne lo stato di conservazione e subordinare la tutela alla sicurezza;

“Tanto anche in riscontro alle argomentazioni proposte dal Comitato Antenna Sant’Anna, finalizzate alla aprioristica tutela del bene, al di là e oltre il suo effettivo stato di conservazione e indipendentemente dall’esito della verifica strutturale, che sembrano dettate da una scarsa conoscenza degli atti ai quali richiede oggi l’accesso, malgrado un contenzioso instaurato nel 2017″.

“In questo contesto, valutate le richieste del panorama istituzionale e associativo, riteniamo che le uniche istanze da tenere  in considerazione debbano essere quelle di noi residenti, quali prima dettagliate; per tutte le altre ci saranno tempi e modalità più consone e adeguate”.

Commenta su Facebook