Ancora tagli da Roma. Modaffari: "è calamità istituzionale, si danneggiano fasce deboli"

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Il 16 aprile, sul sito del Ministero dell’Interno (sezione Finanza Locale), è stata pubblicata la notizia che per l’anno in corso, al Comune di San Cataldo è stato assegnato un “Fondo di Solidarietà Comunale” di € 2.248.987,69. Tutto bene se non fosse che rispetto alla assegnazione del 2014 il taglio è pari ad € 546.782,31. Il sindaco di San Cataldo Giampiero Modaffari denuncia l’ennesimo taglio lineare di risorse ai comuni, in questo caso da parte del governo centrale.
“Il fondo di Solidarietà Comunale è l’unico consistente trasferimento che lo Stato ormai effettua a favore dei Comuni – spiega il primo cittadino – dopo che dal 2011 è stata varata la riforma per l’applicazione a regime del cosiddetto federalismo fiscale”, che sostituisce al vecchio regime dei trasferimenti dallo Stato agli enti locali, il prelievo con i tributi locali.
Ma per i comuni come San Cataldo, che costituiscono la stragrande maggioranza dei Comuni italiani, che hanno già portato al limite massimo quasi tutti i tributi locali per poter supplire alla riduzione dei trasferimenti statali e regionali, questo ulteriore taglio non ha alcuna contropartita.
“In parte, la contropartita, secondo i tecnici della Ragioneria Generale dello Stato dovrebbe essere rappresentata dalla introduzione dell’IMU sui terreni agricoli: l’ennesimo balzello ideato per obbligare i Sindaci ad aumentare la pressione fiscale sui cittadini”, spiega Modaffari che proprio nei giorni scorsi ha approvato con la giunta la delibera che pone l’Imu agricola a San Cataldo al minimo.
“Rispetto al taglio secco operato dal Governo centrale (per San Cataldo € 180.000,00), la possibilità di recuperare non dico tutto ma la maggior parte di tale importo con i versamenti dei cittadini è puramente aleatoria”, spiega ancora il sindaco.
Le promesse del Governo Centrale di non effettuare ulteriori tagli a carico degli enti locali, che negli ultimi anni hanno avuto dimezzati i trasferimenti, sono smentite dai fatti”.
La spending review “è ormai giunta al fondo del barile”. Per i Comuni come San Cataldo che già dall’anno scorso hanno messo mano ad una seria riduzione della spesa corrente, resta solo da tagliare la spesa “sociale”, che con grande fatica nello schema del bilancio di previsione 2015, approvato dalla Giunta Comunale lo scorso 2 aprile, è rimasta pressoché intatta.
“Oggi, visto l’ulteriore taglio di € 546.782,31, quello schema di bilancio è squilibrato e nei prossimi giorni è indispensabile intervenire per riportarlo in equilibrio cercando (ma è una vera e propria quadratura del cerchio) di non intaccare gli interventi a favore delle fasce deboli della Città” spiega Modaffari.
L’ultima chicca del Governo è costituita dal fondo TASI: un trasferimento che l’anno scorso per il Comune di San Cataldo è stato pari ad € 225.000,00; quest’anno, malgrado le richieste avanzate a gran voce da tutti i Comuni tramite l’ANCI non è ancora stato ripristinato. Se ciò non avverrà San Cataldo avrà subito rispetto al 2014 un taglio complessivo dei trasferimenti statali pari ad € 771.782,31!!
“Penso che ogni commento sia superfluo”, afferma. “I Sindaci sono stati relegati a semplici esattori cosicchè l’attuale classe politica viene ormai percepita, agli occhi dei cittadini, come la più scarsa in assoluto dell’ultimo cinquantennio”.
“Ed allora a tutti i Sindaci non resta che fare sentire la propria voce, invocando a gran voce lo “STATO DI CALAMITA’ ISTITUZIONALE”, proprio così, ed è per tali motivi che invito ancora una volta ad essere presenti alla grande mobilitazione dei sindaci della Sicilia e di tutti coloro che vorranno esternare il loro stato di disagio: Martedì giorno 21 Aprile 2015 presso il Teatro Regina Margherita di Caltanissetta con inizio alle ore 10:30”.

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