Anas, otto persone arrestate per corruzione. Ci sono anche imprenditori di Caltanissetta, Agrigento e Palermo

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l giorno dopo l’allarme lanciato dal presidente dell’Anac, Raffaele Cantone sulla corruzione in Sicilia, un nuovo caso scuote l’Anas a Catania. Otto persone sono state arrestate dai militari del Comando provinciale della Guardia di finanza, su delega della locale Procura distrettuale. Tre funzionari del compartimento Anas di Catania sono finiti gli arresti domiciliari, uno in carcere, mentre un altro è stato interdetto per un anno. Domiciliari anche per quattro imprenditori di Palermo, Caltanissetta e Agrigento.

Nei loro confronti il gip ipotizza reati di corruzione in concorso commessi nell’esecuzione dei lavori di rifacimento di strade statali della Sicilia orientale e centrale.

L’inchiesta rappresenta una seconda tranche di una più vasta indagine, denominata ‘Operazione buche d’oro’.

Le indagini, coordinate dal procuratore Carmelo Zuccaro e dai sostituti Fabio Regolo e Fabrizio Aliotta, ha svelato i meccanismi corruttivi all’Anas di Catania: i lavori venivano eseguiti a metà, per esempio lasciando il vecchio asfalto danneggiato, mentre i funzionari dell’Anas di Catania attestavano che tutto era in regola. Quello che non veniva speso per gli interventi veniva diviso tra le parti coinvolte: l’impresa e i funzionari corrotti.

Lo scorso la prima tranche dell’inchiesta quando, in flagranza di reato erano stati arrestati Riccardo Carmelo Contino, capo centro manutenzione dell’Anas, area compartimentale di Catania e il geometra Giuseppe Panzica, capo nucleo B del centro di manutenzione Anas etneo: erano stati sorpresi mentre incassavano e si spartivano una tangente di 10mila euro di un finanziamento destinato a lavori per la strada statale 114.

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