“Anagrafe canina, all’Asp mancano i microchip”. Esposto del Wwf

Da circa due mesi all’Azienda Sanitaria Provinciale n. 2 di Caltanissetta pare che tutti i microchip – utilizzati per identificare i cani da registrare nell’apposita anagrafe veterinaria – siano andati esauriti e, quindi, tale servizio di grande importanza per frenare il grave problema del randagismo è stato, di fatto, sospeso. L’incredibile fatto è stato denunciato da WWF Sicilia Centrale, al quale continuano a pervenire numerose e ripetute lamentele e segnalazioni in ordine al disservizio determinato dall’assenza di transponder per l’identificazione degli animali d’affezione (microchip): da quanto risulta, infatti, i Servizi veterinari avrebbero esaurito tutte le scorte, sospendendo di fatto il servizio pubblico di microchippatura con le negative conseguenze ben immaginabili.

La stessa situazione si verificherebbe anche presso i canili privati attivi nel Comune di Caltanissetta per cui, allo stato, ai randagi accalappiati in entrata in tali strutture non verrebbe inoculato il microchip omettendo, così, la prescritta identificazione di ciascun animale; per tale motivo, inoltre, anche le cessioni e le adozioni di cani provenienti dai canili sarebbero state sospese.

Oggi il Presidente di WWF Sicilia Centrale, Ennio Bonfanti, ha presentato un esposto urgente alla Direzione generale dell’ASP di Caltanissetta ed al Dipartimento regionale delle Attività sanitarie per denunciare “il perdurare di tale grave ed ormai insostenibile situazione, con negative rifluenze sia sui fronti igienico-sanitari e veterinari, sia su quelli amministrativi, economici e giuridici” chiedendo “l’urgente e fattiva attivazione dei competenti organi ed uffici dell’ASP per porre immediato rimedio alla problematica in oggetto. In particolare, nelle more di acquisire le nuove forniture dalle ditte produttrici, si chiede di provvedere in via temporanea e d’urgenza – si legge nell’esposto – alla richiesta di transponder ad altre AA.SS.PP. siciliane ovvero altre similari “soluzioni tampone”.

Ma l’Associazione ambientalista vuole vederci chiaro anche sulla cause che hanno determinato questa assurda situazione e, pertanto, ha chiesto ai vertici amministrativi dell’Azienda Sanitaria “di avviare gli opportuni accertamenti in ordine alla legittimità, correttezza e adeguatezza dell’attività dei Dirigenti e Funzionari nella cui responsabilità rientrava l’assicurazione di adeguata dotazione di transponder per l’espletamento di questo specifico servizio pubblico, così gravemente compromesso, provvedendo a segnalare quanto eventualmente riscontrato anche al competente organo aziendale ai fini della valutazione della performance”. Nell’esposto, inoltre, il WWF ha chiesto al Dipartimento regionale di Sanità Veterinaria “di accertare i fatti e le responsabilità di quanto accaduto e – qualora in difetto – porre in essere tutti gli atti, provvedimenti ed attività di propria competenza previsti per legge”.

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