Anabolizzanti ai body builder, arrestato il gestore della palestra “Fight club”

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Arrestato il gestore di una palestra del Capoluogo per commercio illegale di medicinali ad azione anabolizzante; per gli stessi reati è stato denunciato anche il gestore di una palestra di Serradifalco.

alfano giampieroLa Squadra Mobile nell’operazione ha sequestrato circa 100 scatole di farmaci del tipo “Winstrol Depot” e “Titan”, che l’arrestato ha somministrato direttamente all’acquirente in almeno un caso accertato .

Un’indagine della Squadra Mobile di Caltanissetta ha portato stamane all’arresto di Giampiero Alfano di anni 44, gestore della palestra “Fight club” di viale della Regione (l’altro gestore è invece estraneo ai fatti), in esecuzione di un ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Caltanissetta, David Salvucci, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, Maria Carolina De Pasquale, per i reati di commercializzazione di farmaci anabolizzanti del tipo “Winstrol Depot” e “Titan”. Per gli stessi reati, la Squadra Mobile ha denunciato in stato di libertà un ventitreenne gestore di una palestra di Serradifalco.

L’indagine è partita da un controllo effettuato dalla Polizia su tre ragazzi della provincia di Palermo trovati in possesso del farmaco Winstrol Depot classificato come anabolizzante e con prescrizioni scritte a mano su un foglio, che riferirono di averlo comprato presso una palestra del nisseno.

Risalita, attraverso i tabulati telefonici dei giovani ad Alfano, la Squadra Mobile, guidata da Marzia Giustolisi, ha iniziato a esplorare il mondo del doping tra i body builder nisseni.stampa 1 (1)

Le indagini hanno dunque confermato il commercio illegale di medicinali ad azione anabolizzante, la cui vendita è subordinata a ricetta medica e solo su responsabilità del farmacista.

“Un intenso smercio di sostanze anabolizzanti e un parterre significativo di assuntori”, afferma il capo della Mobile, Giustolisi, riferendosi ad Alfano che avrebbe servito assuntori provenienti da più parti della Sicilia come Petralia Sottana, San Michele di Ganzeria, Campobello di Licata, trovando nell’arrestato un punto di riferimento per chi, praticando il body building, intendeva aumentare slealmente le proprie prestazioni assumendo sostanze dopanti.

Alfano avrebbe inoltre interlquito di tale commercio con un soggetto di Serradifalco di 23 anni, indagato, al quale aveva dato in gestione una palestra in quel centro. Interlocuzione che ebbe anche con i gestori di un’altra palestra di Barrafranca discutendo di altri prodotti anabolizzanti, Primobolan e Viridex.

Le intercettazioni telefoniche ed ambientali hanno quindi confermato la consapevolezza del danno alla salute che tali sostanze dopanti potevano avere sull’organismo sia da parte dell’Alfano che da parte dei suoi clienti a cui lo stesso raccomandava, per esempio, di “non prendere caffè in concomitanza dell’assunzione di queste sostanze perché potevano rischiare un collasso”.

Inoltre, Alfano Giampiero, ponendosi come vero “esperto” di anabolizzanti, che era solito chiamare “summe” (bombe), procedeva a “prescrivere” ai clienti il regime di dosaggio, ossia il “ciclo” da seguire, offrendosi egli stesso ad effettuarle e, in un caso, addirittura, faceva un’iniezione ad un collaboratore in assenza di precauzioni igienico-sanitarie.

Ad inchiodare l’odierno arrestato alle sue responsabilità ci sono anche le immagini delle videocamere che lo hanno immortalato mentre prelevava i farmaci anabolizzanti da un nascondiglio individuato con accuratezza, all’interno di un’intercapedine di un garage posto al seminterrato di un palazzo di fronte la sua palestra dove era solito parcheggiare le sue auto e la sua moto, sperando di non essere individuato e scoperto.

La videosorveglianza ha fatto emergere, sin dai primi giorni di monitoraggio, movimenti tanto costanti e giornalieri, quanto sospetti dell’arrestato che era solito recarsi nel seminterrato, accertarsi che non vi fosse nessuno – evidentemente per agire indisturbato – e quindi introdursi, scavalcando un muretto, all’interno di un’intercapedine che delimita il perimetro esterno del palazzo, dividendo il seminterrato con il muro di sostegno in cemento armato.

Movimenti sospetti che hanno portato gli investigatori nel covo in cui teneva degli scatoloni con i medicinali vietati, Winstrol Depot e il Titan, farmaco dopante contenente testosterone iniettabile.

Sequestrate 90 scatole di farmaci, rinvenuti negli scatoloni nascosti nel seminterrato, più una decina di altre analoghe scatole rinvenute a casa dei clienti dell’arrestato.

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