Alta velocità ferroviaria: "Impossibile tornare indietro", le rassicurazioni dell'assessore regionale alle infrastrutture

1114

“L’alta velocità è quella della Tav, questa è velocità normale, non è altissima, e mi accontenterei se fosse normale”.
Inizia con una battuta il nostro colloquio con l’assessore regionale alle infrastrutture, Giovanni Pizzo, che abbiamo interpellato per dire una parola chiara sul futuro dei collegamenti ferroviari in provincia di Caltanissetta, l’inserimento della stazione di Xirbi nell’alta velocità ferroviaria Messina-Catania-Palermo.
L’assessore regionale alle infrastrutture Pizzo chiarisce i motivi per cui alcune tratte sono state finanziate, spiegando che “non c’è alcuna possibilità che si torni indietro” dal progetto approvato dal comitato di pilotaggio che include Caltanissetta Xirbi nell’alta velocità.
“Lo sblocca Italia, dove c’è il comparto degli investimenti delle ferrovie, è come un carrello della spesa, con una serie di delibere e aspetti finanziari. Non siamo in presenza di un investimento unitario, con una singola delibera di finanziamento e la relativa cifra complessiva, ma di un contenitore giuridico con un programma di investimenti”.
Nell’ambito dei finanziamenti dello Stato e della Comunità europea con i fondi strutturali “vengono inserite le liquidità delle risorse, sottoscritte e firmate e investite con il bollino della Ragioneria e quindi messi a cantiere per gli appalti”.
Non trattandosi di unica fonte finanziaria, ma di una raccolta di finanziamenti di varie tratte che verranno messe in cantiere, si parte da quelle pronte, “ovvero da quelle rendicontate con la vecchia programmazione, come la circumetnea, lo snodo di Catania e la tratta di Raddusa.
Man mano che si portano i progetti, ognuno dei quali necessita di un finanziamento esecutivo, si procederà con le altre tratte. “Alcune sono già cantierabili e altre via via che i progetti vengono definiti dalle Ferrovie, vengono portati alla cabina di pilotaggio che decide se è finanziabile e si va avanti”.
Come è noto la variante progettuale che include Caltanissetta-Xirbi è stata approvata soltanto a inizio dicembre e, stando alle rassicurazioni dell’esponente del governo regionale, per tale motivo al momento non sono stati finanziati lavori.
“Ogni cantiere – prosegue Pizzo – anche venti o trenta chilometri, riguarda importi rilevanti che necessitano di progettazione e studi, perchè sono soldi dello Stato e necessitano di una parte tecnica rilevante, quando viene mesa in campo e certificata si iniziano ad emettere le delibere di finanziamento. E’ normale che si vada avanti con questa procedura, alcune sono pronte perchè c’erano i progetti pronti”.
“La tratta relativa a Caltanissetta ha bisogno di una progettazione. Ora le ferrovie cominceranno a portare avanti i progetti con i vagli escutivi e gli impatti ambientali, altri progetti che sono già pronti hanno avuto le autorizzazioni ministeriali”.
Qualcuno, come la deputata del Movimento 5 Stelle, Azzurra Cancelleri, aveva però messo in guardia dal fatto che i poteri del Commissario delegato per l’attuazione dell’opera, per alcune tratte sono superiori a quelli del comitato di pilotaggio, paventando per tal via possibili ripensamenti sul tracciato nisseno.
“Ritengo di escluderlo, capisco che c’è sempre quasi una volontà di pessimismo cosmico, come se fossimo brutti calimeri piccoli e neri e quindi ci tocca la parte peggiore. Se questo su alcune cose può essere vero, perchè spesso la Sicilia non fa la sua parte, stavolta le cose non stanno così. La Sicilia, quella normale dei comitati civici, dei sindaci, dei territori, la Regione e i dirigenti hanno fatto la loro parte, non c’è alcuna possibilità che si torni indietro sulla scelta del percorso, sarebbe una rivoluzione negativa che non sarebbe sostenibile in campo sociale, politico e neanche dal punto di vista della validità dell’opera. Un’opera che non serve una parte rilevante, circa 800 mila persone di tre province e non le tiene attaccate a un treno che esiste, perchè finora lì il treno non esiste”, per l’assessore Pizzo non è immaginabile.
In dirittura d’arrivo infine un accordo di programma con Trenitalia per far partire un treno Catania, Palermo che includa Caltanissetta per “dare una corsa ad un tempo accettabile, che comunichi ai siciliani che da Catania a Palermo esiste un treno, indipendentemente dagli investimenti. E’ una cosa che trattiamo con Trenitalia nell’accordo di programma per far capire ai siciliani che il treno esiste veramente e con gli investimenti darà performance maggiori e migliori”.
“Se il treno esiste è utile socialmente e se lo è viene difeso come investimento utile e non come investimento dato dallo Stato alle ferrovie per far campare le ferrovie, ma dallo Stato ai cittadini. Il treno serve ai cittadini non ai ferrovieri, le Ferrovie sono un’azienda importante e deve gestire investimenti proporzionati, ma il treno è utile se esiste e noi con l’accordo con Trenitalia dobbiamo dare il messaggio che il Treno esiste ed è competitivo”.

Commenta su Facebook