All'Eremo Don Limone, inaugurazione de “Il muro del vasaio”. Sculture di Peter Porazik

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Peter porazik sculturaDomenica 3 marzo, alle 15.30, l’Eremo “Don Limone” in Serradifalco ospiterà un evento di grande rilievo artistico e culturale: sarà, infatti, inaugurata l’opera “IL MURO DEL VASAIO”, dell’artista slovacco Peter Porazik, scultore che, in Italia dal 2003, si è formato a Bratislava, Praga e Varsavia, ed ha esposto le sue opere nelle più importanti città europee.

I bassorilievi in terracotta, posti nel giardino della meditazione dell’Eremo, raffigurano eventi e personaggi legati sia ad eventi di portata storica nella Chiesa cattolica che significativi per l’Associazione Casa Famiglia Rosetta: la celebrazione dell’Anno della Fede indetto da Benedetto XVI, il 50° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, il 25° anniversario di fondazione della Comunità “Santa Maria dei Poveri”.

Con la proclamazione dell’anno della fede, si sostanzia l’esortazione del pontefice a testimoniare in pienezza la fede nell’oggi della storia. Straordinariamente importante, poi, l’anniversario di inizio del Concilio Ecumenico Vaticano II, un evento cruciale che fu considerato da alcuni una vera e propria rivoluzione nella vita della Chiesa.

Infine, un evento fondamentale per Casa Rosetta: la fondazione, a Caltanissetta, 25 anni fa, della comunità di laici consacrati “Santa Maria dei poveri”, a servizio dei più piccoli e dimenticati, in una donazione totale di sé al Signore nel riserbo, avendo al centro la teologia dell’Incarnazione e ispirandosi allo stile della Santa Famiglia di Nazareth.

Un percorso, dunque, quello tracciato dall’opera d’arte, che inserisce idealmente il cammino di Casa Famiglia Rosetta e del suo fondatore, Don Vincenzo Sorce, nel solco del cammino della Chiesa universale.

La suggestiva intitolazione dell’opera è ispirata ad un brano del Libro del profeta Geremia che recita: “Ecco, come l’argilla è nelle mani del vasaio, così voi siete nelle mie mani, casa d’Israele.” (Ger 18, 7). Una rappresentazione forte, singolare ma anche confortante della condizione umana: l’uomo che è plasmato da Dio e che da Lui viene ogni volta riplasmato con pazienza, recuperato alla sua dignità e al progetto originario che Dio stesso ha preparato da sempre per ogni sua creatura.

Da dodici anni al servizio della cultura, dell’accoglienza, della spiritualità, l’Eremo continua ad ospitare eventi culturali di importante rilievo, riconfermandosi luogo privilegiato di riflessione e laboratorio di idee.

Un’occasione importante, allora, quella di domenica, per valorizzare il ruolo educativo dell’arte e della bellezza che elevano l’animo, stimolano le intelligenze, aiutano a leggere e a raccontare la fede.

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