Caltanissetta, amministrative 2019. L’associazione “piùCittà” chiede un dialogo su temi concreti e non su patteggiamenti di posizione

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Mancano poco più di due mesi alle elezioni amministrative ma ancora a Caltanissetta sono stati ufficializzati come candidati per la poltrona di sindaco l’ingegnere Michele Giarratana, candidato del centrodestra, il professore Maurizio Averna con il suo movimento “Caltanissetta Sos”, e Rocco Gumina del movimento “Open”. E’ di ieri la notizia che il movimento “piùCittà” fondato da due ex assessori della giunta Ruvolo, Piero Cavaleri e Marina Castiglione, potrebbe sostenere la candidatura di Michele Giarratana.

Marina Castiglione entra nel vivo la campagna elettorale e si diceva che il movimento “piùCittà” potrebbe sostenere la candidatura di Michele Giarratana. 

Siamo un movimento civico e come tali non ci siamo mai definiti da un punto di vista ideologico. Non perché non abbiamo ideali ma perché teniamo conto che i contenitori ideologizzati non funzionano. Per cui fin dal nostro costituirci ci siamo rivolti ad altre forze civiche e devo dire che Caltanissetta Protagonista è stata la più attiva. L’ingegnere Giarratana e il consigliere Petrantoni sono stati presenti hanno parlato con noi di alcune linee di programma che ci sono sembrate utili e convergenti. Detto questo non sono mancate altre interlocuzioni anche con altri movimenti che in questo momento si stanno organizzando. Ci sembra però che non si vada nella direzione che stiamo cercando. In un momento in cui a Caltanissetta  raccogliamo la delusione di una serie di processi che si sarebbero dovuti avere e poi non si sono concretizzati speravamo ci si concentrasse più sulla sua città e gli interventi utili per far sì che il capoluogo diventasse europeo e moderno. Ora da quello che sta emergendo in questi giorni, dai discorsi di aggregazioni che fanno discorsi del tipo “chi fa l’assessore, tu cosa mi dai, io cosa ti do”, noi sinceramente non ci sentiamo rappresentati da questo genere di meccanismo e lo abbiamo dimostrato non dando mai nomi che fossero pregiudiziali rispetto a qualunque genere di ragionamento. Ci rendiamo conto però che le forze in campo, pure quelle che si definiscono civiche, ragionano secondo questi modelli.

Lei ha esposto le motivazioni che l’hanno portata a questa riflessione, ma essendo stata un’esponente della giunta Ruvolo non sente un pò distanti le posizioni di Giarratana? 

Stiamo avendo interlocuzioni sempre mantenendo i nostri ideali che per noi non sono trattabili: mettere la città prima di tutto senza ingerenze esterne e ripartire dalla centralità della persona e dell’uomo e questo include tutti quei progetti di sussidarietà, anche nei confronti della persona che viene in Italia per trovare condizioni che non trova nel suo paese. E questi per noi sono valori irrinunciabili. Da questo punto di vista non siamo diversi da ciò che noi eravamo. Il fatto che una parte di noi abbia partecipato alla precedente elezione e sia stato con molto onore parte attiva di questa amministrazione lo sappiamo, e sappiamo quali errori sono stati fatti. Non so se lo sa l’attuale amministrazione visto che Ruvolo in conferenza stampa ha dichiarato che questa giunta non è mai cambiata. Quindi probabilmente dobbiamo fare i conti che questa amministrazione sia nata nel 2017 perché evidentemente il nostro operato non viene riconosciuto.

Ci chiedevamo, visto che tra due mesi si vota, non è un po’ tardi per capire chi sono i candidati e cominciarsi a fare un’idea? 

Guardi noi siamo partiti molto presto perché volevamo parlare di questioni. Abbiamo cercato diversi contatti e devo dire che qualcuno c’è stato ma non al punto di sederci a tavolino e ragionare in maniera concreta su come fare le cose. Il cosa e il come sono in questa fase ancora distanti e probabilmente lo resteranno perché come dice bene lei ora c’è un’accelerazione che riguarda il quanto. Cioè quanti voti riusciamo a mettere insieme. Questo genere di ragionamento volevamo che la città non lo facesse e che per la prima volta si prendesse atto che serviva un altro scatto, un’altro genere di anima. Noi parliamo spesso di un’anima della città però i movimenti cittadini, anche quelli che si dichiarano civici, non vanno in questa direzione e in questo genere di meccanismi continuiamo a non riconoscerci.

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