Distretto giudiziario nisseno con giurisdizione sull'agrigentino. Proposta di Anm e Corte d'Appello

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Corte d'AppelloL’allargamento del distretto giudiziario, sede di Corte d’Appello, di Caltanissetta è possibile. E’ la proposta formalizzata al tavolo del Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, dal presidente della ANM nissena, Giovanbattista Tona, insieme al presidente della Corte d’Appello Salvatore Cardinale e al procuratore generale Robert Scarpinato (che ha approvato la proposta come ultimo atto prima di insediarsi a Palermo).

Si propone di allargare i confini del distretto giudiziario nisseno (sede di una delle quattro Corti d’Appello in Sicilia), affermando così un punto di vista diverso sul dibattito in atto. Il 31 dicembre le province regionali siciliane saranno soppresse, anticipando così la riforma nazionale. L’attuale legge nazionale prevede l’articolazione delle Corti d’Appello nei rispettivi capoluoghi dei distretti giudiziari di competenza. Con la soppressione delle province c’è chi paventa il rischio di una nuova rimodulazione, che comunque, va detto, potrebbe avvenire soltanto con una nuova legge. L’attuale distretto comprende la provincia di Caltanissetta (adesso anche con Niscemi) e quella di Enna. Numerosi comuni della provincia di Agrigento, prossimi al capoluogo nisseno per geografica e storia economica, ma anche, purtroppo, per storia criminale, ricadono oggi nella giurisdizione di Palermo (per quanto riguarda Corte d’Appello e Procura Antimafia).

Si tratta di tutti quei comuni sull’asse che da Canicattì arriva fino a Licata, passando per Favara, Racalmuto, Porto Empedocle e altri. Gli avvocati del foro di Agrigento che rappresentano tali città e territori hanno manifestato apprezzamento per la proposta formulata dai vertici della Giustizia del distretto nisseno. “La Corte d’Appello di Caltanissetta è stata calibrata nelle due province di Enna e Caltanissetta – spiega il Presidente distrettuale dell’ANM nissena, GiovanBattista Tona – ora che le province sono state soppresse e non c’è più questo riferimento e che il comune di Niscemi è transitato nel Distretto giudiziario nisseno (con l’ultima revisione operata dal Ministro della Giustizia a seguito della soppressione dei piccoli tribunali), adesso secondo noi si creano le opportunità per ripensare i confini del Distretto Giudiziario di Caltanissetta”. Secondo Tona “si può fare riferimento a tutti i territori che possono avere giovamento dall’essere inseriti. Mi riferisco a parte dei comuni molto importanti della provincia di Agrigento che gravitano su Caltanissetta, Grotte, Racalmuto fino ad arrivare a Licata, che sono molto meglio collegati con noi che con Palermo, su cui la giurisdizione ricade”.

“Tutti questi comuni – prosegue l’esponente dell’Associazione Nazionale Magistrati – hanno tradizione economica e purtroppo anche criminale di vicinanza con la nostra provincia. La gestione con un unico distretto porterebbe giovamento ai territori e alla Corte come realtà più importante e più stabile”.

“L’Anm e la Corte d’Appello, con il presidente Salvatore Cardinale e il Procuratore Generale Roberto Scarpinato, hanno preso formali iniziative proponendo al Ministero e alla sensibilità di chi ha compiti amministrativi e politici, questa ridefinizione. Ridisegnare i confini del Distretto per agevolare i cittadini dei comuni più vicini a Caltanissetta, che possono fruire di un servizio giustizia più prossimo e al contempo rafforzare la realtà del Distretto nisseno che ha già notevole prestigio, ma che può ricavare giovamento da un ulteriore carico di lavoro, che non ci spaventa, perchè può rilanciare ulteriormente il prestigio della nostra Corte d’Appello”.

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