Allagamento Corso Umberto. La colpa non è solo del maltempo

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Caditoie a confrontoDopo il violento acquazzone che martedì scorso ha investito la nostra città e dopo le inevitabili critiche mosse nei riguardi dell’Ufficio Tecnico del Comune, su la Sicilia di giovedì 25, l’impresa esecutrice dei lavori, molto altruisticamente, ha voluto giustificare l’allagamento del nostro corso principale, sottolineando che a fronte delle 10 vecchie caditoie preesistenti, ne sono state installate 22 del nuovo tipo. Sembrerebbe, quindi, a giudicare da questi numeri, che il problema dello smaltimento delle acque piovane sia stato adeguatamente affrontato. Inoltre, l’acqua che arriva dalla via S. Giovanni Bosco e dalla via Re d’Italia ha fatto pure la sua parte. La colpa di tutto, quindi, sarebbe da attribuire al maltempo e non ad altro. A mio avviso, non è così. O meglio, non è solo questo il motivo. Via S. Giovanni Bosco e la via Re d’Italia ci sono sempre state e i temporali pure. Sono state sostituite le vetuste tubazioni idriche, del gas, della fognatura ma poca attenzione è stata dedicata allo smaltimento delle acque piovane. L’impresa si limita ad eseguire i lavori che sono previsti nel progetto. Nessuna responsabilità, quindi, le può essere addebitata in quanto l’installazione delle caditoie del nuovo tipo non è stato certo – almeno credo – un suo capriccio. C’è un progetto e c’è una Direzione Lavori. Il fatto che, come ha dichiarato l’impresa, siano state installate 22 nuove caditoie al posto delle 10 preesistenti, fa nascere qualche dubbio sulla scrupolosità della progettazione. Anche tenendo conto dei tombini occlusi che possono esserci stati a monte del corso Umberto, c’è un elemento che non può e non deve essere sottovalutato.

Infatti, calcolando la superficie di smaltimento acque delle nuove 22 caditoie ( cmq 1.133) e facendo il raffronto con la superficie di smaltimento delle vecchie 10 caditoie (cmq 5.040) , ne viene fuori un dato preoccupante: le nuove caditoie, pur essendo in numero maggiore, hanno una capacità di smaltimento delle acque 4,5 volte inferiore rispetto a quelle di vecchio tipo ancora visibili nei pressi del Collegio. Questo è il freddo ma inesorabile linguaggio dei numeri. Chi risponderà a questa lettera?

Pasquale Trobia

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