Alfano elogia "l'antimafia delle leggi". Sui migranti "Caltanissetta ha già dato tanto" e "la Corte d'Appello va difesa"

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Il Ministro dell’Interno Angelino Alfano a Caltanissetta per intitolare l’aula magna del Palazzo di giustizia ai giudici Antonino Saetta e Rosario Livatino. Il titolare del Viminale ha dichiarato che in Italia sarà effettuata IMG_0224un’equa distribuzione dei posti in accoglienza per migranti, ancor prima di chiedere all’Europa di fare lo stesso. E sull’antimafia ha promosso “quella delle leggi”, esitate senza che bisogno che ci siano stragi.
Giudice inavvicinabile il primo, magistrato schivo ad interventi fuori dalle aule giudiziarie il secondo. Stamane a Caltanissetta, i giudici Antonino Saetta e Rosario Livatino, assassinati dalla mafia, hanno incrociato i loro destini nuovamente, sebbene nel ricordo. Alla presenza del ministro dell’interno, Angelino Alfano, è stata loro intitolata l’aula magna del palazzo di giustizia e contestualmente sono stati scoperti due busti che raffigurano i due magistrati, realizzati dallo scultore siciliano Mario Termini.IMG_0234
A fianco di Alfano il presidente della commissione regionale antimafia, Nello Musumeci, il presidente della corte d’appello di Caltanissetta Salvatore Cardinale e tra gli altri l’assessore regionale ai beni culturali Antonio Purpura.
Facendo ingresso al Palazzo di giustizia nisseno Alfano ha parlato con i giornalisti del riordino delle corti d’appello, confermando la necessità di mantenere quella di Caltanissetta.
“Credo – ha detto Alfano – che quest’ufficio giudiziario ha rappresentato un presidio di legalità anche nella ricostruzione della storia di Sicilia, quindi è un presidio che va sempre difeso”.
Solo 5 paesi si fanno carico dell’accoglienza di migranti, ma l’Italia deve al suo interno organizzare un’equa distribuzione dell’accoglienza, prima di chiederla agli altri stati IMG_0231europei.
“Andiamo avanti nella strada dell’equa distribuzione tra tutti i paesi europei. Non si può lasciare tutto a un meccanismo volontario. Sarebbe però incoerente da parte dell’Italia chiedere che i migranti vengano equamente distribuiti in Europa senza che l’Italia non faccia un’equa distribuzione al suo interno. La Sicilia, e Caltanissetta ne sa qualcosa, ha pagato un conto troppo alto. Ci facciamo carico del 90% degli sbarchi e nessuno ci può sottrarre perchè siamo davanti la Libia, ma non possiamo pure farci carico del 90% dell’accoglienza. Dopo l’ultimo incontro con presidenti delle regioni e l’associazione dei comuni, sono speranzoso che il principio di giustizia ed equa distribuzione avrà la meglio”, ha detto Alfano auspicando che il diniego di alcune regioni d accogliere migranti sia superato presto.
C’è un’antimafia delle leggi, che non ha bisogno di una strage per essere efficace, ha detto quindi Alfano.
“Sono stato promotore delle più importanti leggi approvate contro la mafia, per la confisca e il sequestro dei beni, l’indurimento del carcere duro, il codice antimafia, i fondi per chi combatte la mafia. Queste leggi le ho fatte approvare senza avere la necessità di una strage. Sono datate dal 2009 a oggi, significa che c’è un’antimafia delle leggi che non ha avuto bisogno che le nostre strade fossero bagnate dal sangue dei nostri martiri”, ha detto il Ministro dell’Interno che ha quindi tracciato la strada dell’antimafia:
“Arresto dei latitanti, carcere duro, confisca beni e riattribuzione a chi vuole contrastare la mafia anche attraverso l’uso di aziende e beni confiscati a Cosa nostra”.

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