Il ministro Alfano. "Modello Caltanissetta, così ho chiamato l'evento di oggi". Leggi tutta la conferenza stampa.

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“Sono qui a Caltanissetta perchè è la patria degli imprenditori onesti. L’obiettivo era fare il punto sulle minacce le intimidazioni che, coloro i quali hanno avviato una vera e propria ribellione civile nei confronti del racket delle estorsioni e della criminalità organizzata, hanno patito anche in tempi recenti”. Ha iniziato così la conferenza stampa a conclusione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza Pubblica, il Ministro dell’Interno Angelino Alfano. A conclusione del vertice con i massimi esponenti nazionali di forze dell’ordine, magistratura, associazioni datoriali, Alfano ha voluto “Fare il punto su una situazione veramente delicata perchè noi siamo memori del grande e doloroso insegnamento che viene dal passato, ovvero che prima ti delegittimano, poi ti isolano e poi finisce che ti ammazzano”.

“Quindi – ha spiegato il Ministro – lo scopo di questo comitato nazionale era, ed è riuscito ad essere, quello di schierare in campo la “squadra” Stato nelle sue articolazioni, prefetti, forze dell’ordine e governo, a favore delle imprese oneste, che denunciano e che decidono di militare nel campo della legalità. E’ stata anche l’occasione per approfondire sul piano tecnico i processi di riorganizzazione della mafia e delle organizzazioni criminali e per valutare insieme alle forze dell’ordine e alla magistratura i punti di forza e debolezza nella strategia antimafia e del sistema normativo e pratico di contrasto alla criminalità organizzata”.

“E’ venuto fuori – ha spiegato Alfano – un bilancio con tante luci e con alcune ombre che vanno assolutamente diradate e mi riferisco ad una necessità di maggiore efficienza nell’ utilizzo delle risorse confiscate. Abbiamo un’agenzia brillantemente diretta dal Prefetto Caruso a cui occorre dare altro supporto e probabilmente una strumentazione normativa più efficace per riuscire a ottenere che tutti i beni confiscati e sequestrati, che rappresentano la massima soddisfazione di chi lotta il malaffare, poi vengano utilizzati e che nessuno possa dire che lo Stato toglie lavoro ed era meglio la criminalità organizzata, e che le imprese che vengono confiscate poi falliscano. E’ stato questo il senso di un ragionamento che parte dal presupposto che i più grandi latitanti sono stati arrestati, che le nostre carceri vedono i più grandi boss al carcere duro, che miliardi di euro di patrimoni mafiosi sono stati confiscati e sequestrati e vi è una strategia di aggressione ai beni e patrimoni criminali e di arresto dei latitanti che rimane, insieme al carcere duro, la strategia di fondo con cui il nostro Paese vuole continuare a combattere e a vincere la criminalità organizzata”.

E’ stato chiesto al Ministro dell’Interno Alfano se ci sono segnali di un ritorno della mafia alla strategia stragista.

“Non posso riferire alla stampa i dettagli, ma quello che posso dire è che noi non escludiamo che si possa alzare la tensione nel contrasto alla mafia, ulteriormente, perchè ad anni di strategia di immersione potrebbero seguire mesi o anni in cui la mafia torna a farsi vedere in modo plateale, non ci sono allarmi specifici ma la soglia di attenzione del nostro sistema di sicurezza è altissima”.

Capitolo migranti.

“Il sindaco di Caltanissetta ha fatto presente al comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, così come ha fatto anche il Prefetto, la delicata vicenda degli extracomunitari e come dal punto di vista sociale non sia accettabile tagliare i fondi dell’assistenza sociale per i nisseni a beneficio delle persone extracomunitarie. Ho assunto l’impegno di attivare il Ministro del welfare per una solidarietà sociale e un welfare a beneficio del comune di Caltanissetta. Per l’ordine e la sicurezza il sindaco ha fatto presente che c’è il rischio prostituzione a margine del centro urbano e il Prefetto con le forze di polizia hanno garantito massima attenzione”.

Relativamente al Muos, il Ministro si è limitato a dire che ci sarà, dal governo, “rispetto della sensibilità delle popolazioni locali e degli accordi internazionali”.

Alla domanda se alcuni personaggi oggetto di minacce e attenzioni particolari, possano essere sottoposti a misure di protezione straordinaria, Alfano ha detto che “abbiamo un sistema di protezione valido ed efficace e le autorità tecniche, circa le modalità di protezione, prenderanno in esame tutte le avvisaglie che proverranno dai diretti interessanti e dalla magistratura per tutelare e difendere le persone a rischio intimidazione e attentato mafioso”.

Alfano ha anche risposto sulle ricerche e la possibile cattura del super latitante Matteo Messina Denaro.

DALL' ACQUA_MONTANTE“Diciamo che una serie di iniziative della magistratura brillantemente eseguite dalle forze dell’ordine hanno chiuso il cerchio sui fiancheggiatori di Messina Denaro. A questa ricerca lo Stato è impegnato al massimo dello sforzo senza sosta e con tanta speranza. E’ chiaro che non si può dire di più ma da ministro dell’Interno e da ministro siciliano ne coltivo molto la concreta speranza”.

In conferenza stampa i giornalisti hanno chiesto al ministro se ci sono imprenditori del colletti bianchi collusi che chiedono alla mafia di poter tornare al vecchio sistema.

“Noi sapiamo che la storia insegna che è difficile portare indietro le lancette dell’orologio quando sono andate avanti, spinte da un movimento popolare. Come quello attivato da Confindustria nissena e siciliana, che ha avuto consenso nazionale, è un movimento che non ammette un ritorno al passato e azioni come oggi, il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica nazionale, stanno a dire che indietro non si torna”.

Infine sulla zona franca della legalità. Abbiamo chiesto al ministro Alfano se anche dal governo prosegue l’impegno concreto per portare avanti con azioni congiunte il progetto.

“Abbiamo parlato con Antonello Montante della zona franca, un accordo sul Pon sicurezza relativo al modello Caltanissetta-Caserta. Dico questo perchè la riunione l’ho chiamata “modello Caltanissetta”, per sottolineare che qui è nato un nuovo modo di affrontare il tema della sicurezza attraverso il coinvolgimento di importanti pezzi della società civile nello specifico Confindustria nissena. Il sistema della sicurezza è affidato tradizionalmente allo Stato e alle sue artcolazioni, a Caltanissetta si è verificato un incarnarsi della sussidiarietà in materia di sicurezza che ha avuto come co-protagonista dello Stato anche la società civile con la ribellione delle associazioni di categoria. E’ questo il modello di Caltanissetta: partecipazione, non a chiacchiere, ma con accordi protocolli e denunce, di pezzi importanti della società civile, organizzati in associazione, al sistema della sicurezza nazionale”.

Alla domanda se il PDL seguirà come partito la scelta di Confindustria di espellere chi è colluso Alfano dice: “abbiamo una grande tradizione di scelte dure in questo ambito e così continuerà ad essere”.

Infine il Ministro ha ringraziato e fatto i suoi complimenti ai giornalisti rappresentanti delle testate presenti, in quanto le domande della conferenza stampa si sono rivolte prioritariamente all’evento di oggi, un evento molto importante per la città di Caltanissetta.

 

 

 

 

 

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