Alcool, droga e stile di vita. Il dr. Michele Vecchio, Segretario Regionale SIN, spiega agli studenti del Mottura come mantenere in salute il cervello centralina del nostro corpo

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Come ogni anno, la Società Italiana di Neurologia dà il suo prezioso contributo alla conoscenza di quello che possiamo definire la “centralina” del nostro corpo: il cervello. Questo organo così importante, così misterioso ma anche così trascurato.

Il benvenuto della prof.ssa Laura Zurli al dr M.Vecchio

Nell’ambito della Settimana Mondiale del Cervello, giovedì 14 marzo, dopo l’incontro già svoltosi al Liceo Classico R. Settimo, si è tenuto all’Istituto Sebastiano Mottura di Caltanissetta,  il secondo dei previsti incontri con gli studenti allo scopo di fornire loro quegli elementi di valutazione, consigli e indicazioni  mirati alla conoscenza del cervello le cui anomalie sono causa delle più note patologie neurologiche che, nel complesso, interessano circa un miliardo di persone nel mondo.

Intervista alla Dirigente del Mottura, prof.ssa Laura Zurli

Al dott. Michele Vecchio, Direttore del Reparto di Neurologia dell’Ospedale S. Elia di Caltanissetta, da poco nominato alla prestigiosa carica di Segretario Regionale della SIN (Società Italiana di Neurologia) il compito di  rivelare agli attentissimi studenti dell’Istituto diretto dalla prof.ssa Laura Zurli, molti segreti del nostro organo più importante e fornire le giuste indicazioni per adottare un corretto stile di vita, tanto necessario per la salvaguardia del nostro cervello.

Il dr Michele Vecchio durante il suo intervento

“Siamo onorati della sua presenza – ha detto, rivolgendosi agli studenti, la dirigente dell’Istituto prof.ssa Laura Zurli, nel dare il benvenuto all’illustre relatore  e averne letto il nutrito curriculum –  perché oggi ci intratterrà sugli stili di vita corretti e sani per far sì che si possa proteggere il nostro cervello.  La vita – ha concluso la prof.ssa Zurli – è troppo importante per potere essere sciupata inconsapevolmente”.

La relazione del dott. Vecchio, dal titolo “ti sei bevuto e fumato il cervello?” concepito per colpire l’attenzione dei ragazzi, ha messo a fuoco un grave problema che investe la Società di oggi e cioè l’uso di alcool e droga tra i giovani. Con una metafora veramente graffiante, il relatore ha voluto paragonare chi fa uso di queste sostanze a un gattino che si guarda allo specchio e crede di vedere un leone. Ha toccato tanti temi e sottolineato, per ciascuno di essi, le conseguenze negative correlate, usando un tono discorsivo ma suffragato da numeri e dati statistici ben precisi e supportato da numerose slides.

Intervista al dr Michele Vecchio, Direttore della UOC di Neurologia al “S.Elia” di CL

L’intervento di uno studente

“Il cervello – ha detto il relatore dopo le premesse – è quella cosa che determina l’esistenza di ognuno di noi. In questo momento, al di là della vostra colonna vertebrale che vi consente di stare seduti sulle sedie e vi permette di non accartocciarvi come delle bambole di pezza, sta funzionando  il vostro cervello.  Se state ascoltando, vedendo, giudicando, se state studiando, state camminando, provando emozioni, rabbia, rancore, amore, felicità,  lo state facendo esclusivamente grazie a questo cervello che la natura ci ha donato”.

È iniziata così, dunque, con queste parole, che nella loro ovvietà destano grande stupore, la

Altri interventi da parte degli studenti

dotta dissertazione partendo dal titolo emblematico della relazione “ti sei bevuto e fumato il cervello?” con il quale ha inteso lanciare ai ragazzi  un messaggio immediato e diretto. “Parleremo di due stili di vita – ha continuato – che intervengono in alcune parti dell’esistenza di alcuni di noi. E quindi noi, per affrontare questo tema dobbiamo conoscerlo e noi oggi parleremo dell’uso delle sostanze alcoliche e delle sostanze stupefacenti.”

Il tono discorsivo e dialogante con cui si è svolto l’incontro, ha costituito il substrato necessario per stimolare la partecipazione dei ragazzi che hanno anche posto al noto Neurologo alcuni interrogativi ottenendone risposte complete ed esaustive. Non paroloni scientifici, non linguaggio forbito ma una terminologia semplice, alla portata di tutti, che ha fatto sì che alla fine dell’incontro  i ragazzi si intrattenessero ancora chiedendo chiarimenti e preziosi suggerimenti.

Il dr Vecchio intrattiene alcuni studenti

Ma anche noi adulti, sicuramente più esposti alle insidie delle malattie neurologiche, anche avvalendoci dell’aiuto dello Specialista, di cui non bisogna avere affatto paura,  possiamo fare qualcosa per mantenere in salute il nostro cervello. Qualcosa che, spesso dipende dalla nostra volontà come lo stile di vita, l’alimentazione e altri accorgimenti atti a contrastare l’insorgenza delle tanto temute  malattie.

Vogliamo riportare, in conclusione, uno stralcio di quanto affermato dal Prof. Gianluigi Mancardi, Presidente della SIN: “Spesso il paziente ha una paura ingiustificata di rivolgersi al neurologo, rinviando il consulto medico anche laddove necessario. Iniziative come la Settimana Mondiale del Cervello sono importanti occasioni per ricordare, in Italia e nel mondo, l’importanza della prevenzione nel contrastare l’insorgenza di patologie neurologiche.

Partecipazione dei ragazzi

Proteggere il nostro cervello – aggiunge il Prof. Mancardi – significa sia modificare errate abitudini che spesso ci vedono protagonisti, sia non sottovalutare sintomi e manifestazione che possono far sospettare un disturbo neurologico e che richiedono il parere del neurologo. Disturbi della memoria, del linguaggio, ma anche del sonno, possono infatti essere la spia di importanti disordini neurologici.

La diagnosi precoce rappresenta una potente arma a nostra disposizione: solo riconoscendo tempestivamente un disturbo, infatti, è possibile mettere in atto quell’intervento terapeutico volto a limitare quanto più possibile importanti conseguenze”.

 

 

 

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