Al via a Caltanissetta i due nuovi corsi universitari di Ingegneria Biomedica e Scienze Agrarie presentati dal rettore Micari

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Si è tenuta questa mattina nella Sala Gialla di Palazzo del Carmine la conferenza stampa di presentazione dei nuovi corsi di Scienze e tecnologie agrarie  (corso aperto) e Ingegneria biomedica (180 posti, numero chiuso) dell’Università di Palermo, istituiti presso il Consorzio universitario di Caltanissetta a partire dal prossimo anno accademico. Erano presenti alla conferenza stampa il rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari, il sindaco di Caltanissetta, Giovanni Ruvolo, il presidente del Consorzio universitario di Caltanissetta, Giovanni Arnone e i docenti dell’ateneo Emanuele Schimmenti coordinatore del corso di laurea in Scienze e tecnologie agrarie, Valerio Brucato coordinatore del corso di Ingegneria biomedica e Italia Di Liegro coordinatrice del corso di Medicina e chirurgia. Nel corso della conferenza è stat aillustrata l’offerta formativa e sono state fornite informazioni sull’organizzazione dei nuovi corsi di laurea. “Si tratta di due corsi di laurea – ha spiegato il rettore Fabrizio Micari – che riscuotono molto interesse tra gli studenti e che indubbiamente sono tra quelli che danno maggiori prospettive occupazionali. Il settore delle applicazioni dell’ingegneria alla Medicina è uno dei corsi più moderni, più interessanti, che va dalle varie forme della diagnostica alle apparecchiature medicali. Un settore dove si parla di tecnologia in grandissima evoluzione. Il settore dell’agraria e dell’agroalimentare specialmente in un territorio come questo a forte vocazione agroalimentare può dare anch’esso delle prospettive importanti anche a livello locale. Abbiamo scelto di affiancare al tradizionale corso di Medicina due corsi di laurea che hanno vocazione territoriale e prospettive occupazionali con l’idea di contribuire molto alla crescita sociale ed economica di questa zona. Abbiamo una presenza su Palermo che è radicata e queste sedi decentrate, tra cui Caltanissetta, dove riteniamo che vi siano prospettive cioè possibilità di crescita, per far sì che questa zona decolli, cresca da un punto di vista sociale ed economico. E’ chiaro che la Sicilia è un territorio in difficoltà, è un territorio in ritardo nella crescita però la nostra convinzione è che la crescita passi attraverso la cultura e che quindi un miglioramento culturale della popolazione è necessario”.

 

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