Al Sant’Elia inaugurato il complesso operatorio, il presidente Musumeci: “Buona sanità si tradurrà in ricchezza per il territorio”

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Coniuga efficienza e tecnologia  il nuovo complesso operatorio inaugurato questa mattina all’ospedale Sant’Elia alla presenza del presidente della Regione Nello Musumeci e dell’assessore alla Sanità Ruggero Razza. Otto nuove sale operatorie, annesse alla centrale di sterilizzazione Per un totale di circa 2000 metri quadrati, che sono il motore portante di un monoblocco che tiene dentro di sé tutte le strutture dedicate all’emergenza urgenza. Locali avveniristici e sale operatorie con musica in filodiffusione e pannelli colorati, lettini con speciali copriletto riscaldati, rendono il nuovo complesso operatorio oltre che efficiente anche un luogo piacevole per lavorare e confortevole per i pazienti. Ad accogliere le autorità il direttore generale dell’Asp Alessandro Caltagirone, il direttore sanitario Marcella Santino e il direttore amministrativo Pietro Genovese. Presente anche il prefetto Cosima Di Stani. “Il direttore generale è stato bravo ad accelerare i tempi – ha detto il presidente Nello Musumeci – visto che i lavori per la realizzazione del blocco operatorio sono iniziati 13 anni fa. E 13 anni sono tanti per una Regione che vuole essere efficiente e competitiva. Sappiamo come vanno le cose, la burocrazia è lenta, qualche volta la politica è distratta e gli anni passano. E invece qui siamo riusciti a completare questo straordinario contenitore che metterà assieme le sale operatorie per le diverse branche e discipline. Il personale medico e sanitario è di qualità, gli operatori lavorano con grande impegno e passione, ci mettono il cuore. Una buona sanità significa anche una ricaduta economica importante specie su un territorio depresso economicamente come quello della provincia di Caltanissetta alla quale intendiamo dedicare particolare attenzione. Il prodotto interno lordo – ha aggiunto Musumeci – viene determinato in gran parte dalla buona sanità. Se noi riusciamo a neutralizzare la mobilità passiva e al contrario facciamo in modo che nelle strutture sanitarie del nisseno i pazienti possano arrivare per ottenere prestazioni sanitarie di qualità è una ricchezza per il territorio perché si alimenta un circuito virtuoso, così come avviene in Lombardia, in Veneto, Fruili Venezia Giulia ed Emilia Romagna. Nel nisseno non manca la qualità professionale forse c’è una carenza di strutture alla quale il mio Governo sta tentando di porre soluzioni. Il Cefpas diventerà un grande centro di formazione ed eccellenza perché così vuole il mio governo e noi siamo ottimisti e convinti che entro 5 anni daremo una spallata positiva all’economia di questo territorio”. Il nuovo complesso operatorio, così come spiegato dal manager Alessandro Caltagirone entrerà in funzione entro 15 giorni. Poi si bandirà la gara anche per il nuovo reparto di Rianimazione che sarà realizzata al secondo piano. “L’Asp di Caltanissetta – ha detto l’assessore Ruggero Razza -sta recuperando tempi che si erano persi nel passato. Il direttore generale ci ha parlato della imminente gara d’appalto per la Rianimazione. Gli investimenti che la Regione ha previsto per questo territorio sono importanti. Accanto alle infrastrutture c’è poi la grande questione del personale e la nuove linee guida sulle dotazioni organiche consentiranno alle aziende di poter aumentare il personale, i concorsi di bacino di riempire le realtà infermieristiche e degli Oss. E’ un percorso obiettivamente lungo ma se penso agli ultimi dati penso a quello che ci ha raccontato la Svimez, non più di qualche settimana fa: la Sicilia è la più grande regione del Mezzogiorno ed è anche la Regione che per la prima volta dopo tanti anni vede diminuire i viaggi della speranza”. Intanto l’Asp ha già bandito il concorso per l’assunzione di 144 nuovi medici. “Una visione strutturale moderna – ha detto il direttore generale dell’Asp di Caltanissetta, Alessandro Caltagirone – che consente anche una migliore ottimizzazione delle risorse di personale e una logistica più funzionale per i pazienti. Nel nuovo complesso operatorio che sarà inaugurato vi è anche un’ulteriore area con cinque posti letto di terapia intensiva post-operatoria; si tratta dello spazio dedicato alla gestione e al monitoraggio dei pazienti nella fase post operatoria. Un’area che diventa anche un “polmone” in più nel caso in cui i posti letto di terapia intensiva fossero tutti occupati. Una struttura all’avanguardia, dunque, che qualifica e valorizza ancor di più il ruolo del S. Elia quale DEA di II livello. La centralizzazione di tutte le attività chirurgiche in un unico sito – conclude il manager – consentirà di  potenziare ulteriormente il livello di specializzazione, incrementare la complessità degli interventi e abbattere il numero di pazienti che sceglie di recarsi in un’altra realtà per essere curato (mobilità passiva)”. La direzione generale ha costituito in corrispondenza dell’apertura del blocco operatorio il Surgery Management Team. Il coordinamento medico sarà affidato al chirurgo Giovanni Di Lorenzo, mentre quello infermieristico alla dottoressa Loredana Genuardi. “Ci occuperemo – ha spiegato il dottore Giovanni Di Lorenzo – del trasferimento, della gestione e della manutenzione del nuovo blocco operatorio. Si apriranno cinque sale operatorie di cui una di emergenza. Avremo una recovery room per il risveglio dolce del paziente e un coordinamento tale che possa migliorare significativamente l’efficacia e l’efficienza delle prestazioni, migliorando quindi in termini di quantità e qualità. Il nostro motto sarà sicuramente quello della coordinazione e della collaborazione tra tutti gli operatori e l’applicazione delle regole. Due giorni fa il direttore generale e tutti gli organi competenti hanno firmato un manuale con le regole più importanti da adottare in un complesso così importante e innovativo per il nostro territorio”. Musica e pannelli colorati all’interno delle sale operatorie sono nate proprio da un’idea di Giovanni Di Lorenzo. “Ho voluto giocare un po’ anche con le mie grandi passioni che sono la musica e l’arte – ha spiegato il chirurgo – senza disturbare noi operatori abbiamo creato un ambiente confortevole e idoneo al fine di vivere bene le nostre ore innumerevoli di lavoro. Abbiamo i più moderni device, i più moderni sistemi di anestesia, di disinfezione e di approccio alla chirurgia sia tradizionale che laparoscopica”.

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