Al Riesame per chiedere la libertà gli indagati dell’operazione “Polis”. Tra loro l’ex sindaco La Rosa

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E’ stato discusso davanti il tribunale collegiale del Riesame di Caltanissetta il ricorso dei nove indagati nell’ambito dell’operazione Polis, tra i quali figurano l’ex sindaco di Niscemi, Francesco La Rosa e l’ex assessore della sua giunta, l’imprenditore gelese Calogero Attardi, entrambi indagati di voto di scambio politico mafioso. Tra gli indagati figura anche il presunto boss di Niscemi, Giancarlo Giugno insieme a Salvatore Ficarra, 47 anni, Francesco Spatola di 53 anni, Francesco Alesci 48 anni e i fratelli Salvatore e Giuseppe Mangione. I legali hanno chiesto al Riesame la revoca delle misure detentive. In particolare La Rosa, Attardi e il padre Giuseppe, imprenditori del settore rifiuti, sono agli arresti domiciliari dal 29 giugno, giorno in cui scattò l’operazione “Polis” della Squadra mobile. Ai domiciliari sono anche Salvatore e Giuseppe Mangione. Gli altri indagati sono stati destinatari di ordine di custodia cautelare in carcere. I giudici hanno adesso dieci giorni di tempo per prendere una decisione, e valutare se vi sia attuale e concreto pericolo di fuga o inquinamento delle prove, oppure, come chiedono gli avvocati Giuseppe D’Alessandro, Flavio Sinatra e Nino Ioppolo, liberare gli indagati ovvero attenuare le misure cautelari. L’ex sindaco di Niscemi non si è avvalso della facoltà, rispondendo alle domande del Gip durante l’interrogatorio di garanzia di alcuni giorni fa, respingendo le accuse di un suo coinvolgimento in un patto elettorale politico mafioso.

Parallelamente il sostituto procuratore della Dda di Caltanissetta, Luigi Leghissa, titolare dell’inchiesta, ha chiesto e ottenuto dal Gip una proroga delle indagini di tre mesi. La Procura, infatti, intende approfondire lo scenario che emerge dalle intercettazioni circa alcuni appalti. Al momento degli arresti gli investigatori non hanno trovato riscontri documentali alle parole pronunciate al telefono da alcuni indagati, definite dal capo della Procura, Amedeo Bertone “inquietanti”. Adesso proveranno ad approfondire l’esame dei documenti del Comune di Niscemi in quanto a quelle parole non sono corrisposti documenti che comprovassero infiltrazioni negli appalti. Intanto si è insediato il nuovo consiglio comunale. Nella prima seduta è giunta la nota della Prefettura che comunicava l’impossibilità per l’ex sindaco La rosa di insediarsi nel civico consesso dove è risultato eletto.

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