Al Margherita il musical “Chiara di Dio”, lo spettacolo che narra la storia di Santa Chiara di Assisi

16 anni di rappresentazioni in tutta Italia e all’estero, 10 anni in pianta stabile al Teatro Metastasio di Assisi, riproposto in versione amatoriale da oltre 100 compagnie in tutta Italia e all’estero: questi i numeri del successo di “Chiara di Dio”, lo storico musical dedicato alla santa di Assisi, scritto e diretto da Carlo Tedeschi, proposto dalla Compagnia RDL – Ragazzi del Lago da lui formata (prodotto da Associazione Dare e promosso dalla Fondazione Leo Amici) che sarà in scena in Sicilia, il 13 e il 14 maggio al Teatro Comunale Regina Margherita di Caltanissetta (Corso Vittorio Emanuele II, 73) alle ore 21:00, con il patrocinio del Comune e della Diocesi.

Un’occasione unica per assistere ad uno spettacolo di grande impatto emotivo e che ha ottenuto grandi consensi di critica e centinaia di recensioni positive dalla stampa e dalle emittenti radio-televisive nazionali.

Prenotazioni su Liveticket o al 334 7176815, info@chiaradidio.it

La storia di “Chiara di Dio”

Lo spettacolo, molto apprezzato sia per i contenuti religiosi che storiografici della vita di Chiara d’Assisi, dal debutto avvenuto al Liryck Theatre di Assisi nel maggio del 2004, è seguito da un folto pubblico. Il musical, che è stato uno dei pochi esempi in Italia di spettacolo in pianta stabile, era stato richiesto dal Comune di Assisi e dai frati Francescani all’autore e regista Carlo Tedeschi, messo in scena dalla sua compagnia che aveva debuttato in occasione della ricorrenza dei 750 anni dalla morte di Santa Chiara nel 2004 ed eccezionalmente rappresentato l’11 agosto 2004 nel bellissimo scenario di San Damiano: straordinariamente il quella data furono tolti per la prima volta i sigilli per far spazio all’interprete di Santa Chiara. Da quella rappresentazione è stato realizzato un DVD, distribuito anche da Famiglia Cristiana, del quale alcuni passaggi hanno ottenuto migliaia di visite sul web, in particolare You Tube. Nel corso degli anni il musical su Chiara di Assisi è stato visto da centinaia di migliaia di persone e dal 9 agosto del 2008 è stato rappresentato in pianta stabile al Teatro Metastasio di Assisi. Alcuni brani dello spettacolo sono stati proposti anche in occasione della visita di Papa Francesco ad Assisi.

Il musical

Il regista si è avvalso delle Fonti Francescane storiche, “fa emergere – spiega lo stesso  regista e autore, Carlo Tedeschi – l’umanità e l’attualità di questi due giovani, Chiara e Francesco, un esempio per i ragazzi di oggi nonostante siano trascorsi otto secoli. Un modello di come uscire dagli schemi, con la forza e passione della gioventù senza compromettere la propria integrità. Esempio naturalmente da rapportare ed attualizzare ai mutati scenari dell’oggi”.  Proprio per questa sua straordinaria attualità sono ormai oltre un centinaio le compagnie amatoriali che hanno rappresentato il musical, coinvolgendo oltre 5 mila giovani. Il regista e autore Carlo Tedeschi ha voluto dare loro la possibilità, fin da subito, di utilizzare basi e copioni, nonché le strutture del Piccolo paese del Lago di Monte Colombo (Rimini) dove ha formato la compagnia RDL fornendo collaborazioni per l’allestimento e adattamento del musical (coreografie, canti, recitati) e nella realizzazione di costumi e scenografie. Tutta questa operosità ha consentito anche di portare alla luce nuovi talenti.

La trama

Un vecchio spiega l’esigenza di raccontare la vita di Santa Chiara, utilizzando le parole di Papa Giovanni Paolo II, dice che “è veramente difficile disgiungere questi due nomi, Francesco e Chiara”. Li definisce “fenomeni”, “leggende”. Lo spettacolo inizia con Chiara morente, intorno a lei le consorelle piangenti. Chiara sfinita, chiede “una cerasa”, una ciliegia. Lei abituata ai digiuni, domanda, con una umanità straordinaria, qualcosa per sé. Agnese invia di corsa una sorella nel chiostro ma siamo in agosto e non è stagione di ciliegie e, nei pochi minuti che separano questa richiesta di Chiara dal ritorno della consorella (che arriverà miracolosamente con la ciliegia tra le dita), scorrono il primo ed il secondo tempo, con gli avvenimenti più toccanti della sua vita: l’incontro con Francesco, la fuga da casa, il taglio dei capelli per la sua consacrazione, lo spettacolare confronto con i Saraceni.

CHI È CARLO TEDESCHI

Artista versatile apprezzato nel panorama culturale italiano ed internazionale contemporaneo. Uomo di cultura, è scrittore, regista, autore teatrale, pittore la cui attività creativa spazia in vari ambiti ottenendo, nel corso degli anni, ampi riconoscimenti. Il suo impegno per la promozione dei valori della pace e dei diritti umani gli è valso i riconoscimenti “Artista per la pace” nel 1991 e “Premio Borsellino per la pace” nel 2009.

Uomo di profonda spiritualità che trova concreta espressione in particolare nei capolavori della scena teatrale italiana che ricevono successo di pubblico e critica, quali “Chiara di Dio”, “Patto di Luce – per la pace e i diritti umani” (spettacolo utilizzato dalle scuole per percorsi didattici di educazione al rispetto dell’altro diverso da sé) e numerosi musicals originali italiani rappresentati nei maggiori teatri, sin dal 1986.

uomo di impegno sociale e umanitario: ai giovani ha rivolto tutte le sue energie testimoniando e trasmettendo la Bellezza, anche quella del rispetto per il Creato, l’Uomo, Dio. Negli anni incontra migliaia di ragazzi nelle scuole, negli oratori, nei teatri fornendo, oltre ad accademie di formazione artistica, anche chiavi di lettura e di comprensione della realtà al fine di essere attivi protagonisti della loro vita con sani principi e valori di condivisione, pace, solidarietà e rispetto della dignità umana.

Con il supporto dell’Associazione Dare e attraverso la Fondazione Leo Amici (ente riconosciuto), Carlo Tedeschi ha favorito numerose azioni a sostegno delle popolazioni del Kenya, dello Zambia e offerto altrettanti aiuti concreti al Lago di Monte Colombo (Rimini), dove ha sede la Fondazione, a centinaia di bambini di Chernobyl, a minori in affido in collaborazione con le istituzioni locali, creando altresì le condizioni per accogliere, curare ed assistere centinaia di bambini orfani e profughi durante la guerra dei Balcani, ed ora, nella sede della Fondazione Leo Amici in Abruzzo, anche accoglienza e assistenza a profughi dell’Ucraina.

La Fondazione Leo Amici è anche a Caltanissetta con la “Casa del Ponte”, sede di una accademia artistica e luogo di aggregazione per la condivisione e diffusione dei valori della civile convivenza e del rispetto dell’altro.

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