Al Margherita, con la commedia brillante «L’amore non si paga», il Lions Club fa beneficenza ai bambini bisognosi

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Il presidente Lions Vincenzo La Rosa in collegamento con Italo ContiCome ogni anno il Lions Club di Caltanissetta – Presidente il dott. Vincenzo La Rosa – ha organizzato uno  spettacolo di beneficenza a favore dei bambini bisognosi, mettendo in scena, venerdì 30 maggio al teatro Margherita,  la commedia brillante di Italo Conti “L’amore non si paga”. Dopo i saluti di rito ed avere illustrato le finalità dell’evento,  il Presidente La Rosa si è collegato telefonicamente con l’autore della commedia, Italo Conti, che ha voluto salutare il pubblico nisseno dicendosi rammaricato per la sua assenza.

Un simpatico intreccio di situazioni inaspettate, coordinate dalla regia attenta e scrupolosa di Marcella Ginevra, ha trasformato un gruppo di stimati professionisti  in altrettanti personaggi ora truffaldini e tornacontisti, ora generosi e sinceri.  Perno della commedia, il ricco Fulgenzio Fortuna, interpretato da Michele Vitale  che, per amore di Genuflessa la figlia stupidina e credulona, interpretata da Nadia Lionti, che vorrebbe maritare, si dichiara disposto a risolvere i problemi economici di Rosario, interpretato da Guglielmo reale, un lestofante che di questa situazione vorrebbe approfittare e che ha promesso di volere sposare la povera  Genuflessa. Sarà l’amore di Fulgenzio verso la figlia a trovare un escamotage per uscire indenni da questa trappola.

Di notevole rilievo, così come nella vita, il ruolo della  cameriera tuttofare affidato ad  Antonella Mannino che nei panni di

Intervista al Presidente del Lions Club, dott. Vincenzo La Rosa

Fulgenzio e GenuflessaRosina, la fidata cameriera, proprio perché considerata una di famiglia, raccoglie le confidenze di tutti. Quando però, la voglia di rivelare un segreto, diventa prepotente ecco venire fuori le situazioni più impensate.

Interpretata da Marco Maira, la parte di Lazzaro Fortuna, figlio del capofamiglia Fulgenzio, che deve lottare contro una fantomatica e pudìca fidanzata, che in quattro mesi gli ha dato solo tre “bacetti” ma che in compenso ad ogni telefonata  pretende che il fidanzato faccia il verso di un animale la cui scelta, di volta in volta, scaturiva  dal capriccio del momento.

Non a caso abbiamo voluto lasciare per ultimi, i  personaggi che, a nostro avviso, al di là del ruolo loro DSC_0121assegnato, hanno dato prova di una capacità di recitazione davvero notevole. Ci riferiamo a Marcella Ginevra che, oltre ad essere la regista della commedia, ha interpretato in maniera magistrale il ruolo di Perla, una donna che per più di trent’anni ha “fatto la vita” e che, a causa delle iniziali ricamate su di un fazzoletto, le due effe di Fulgenzio Fortuna, che svelano una situazione imprevedibile,  ricomincia a sorridere alla vita. Atteggiamenti,  mimica  e toni,  propri di un’attrice consumata.

Ma la cosa che ci ha sorpresi non poco è stata la capacità di calarsi nel suo personaggio  di Alessandra Dibartolo, nel ruolo di Crocifissa, una ragazza dolce e bellissima,  ma anche protagonista  di situazioni sfortunate che l’hanno portata più di una volta a piangere.  Compenetrata nel personaggio, non si è mai distratta ed ha mantenuto quell’espressione triste e pensierosa tipica della persona afflitta dai guai.  Ha Fulgenzio (Michele Vitale) e Crocifissa (Alessandra Di Bartolo)interpretato la sua parte rispettando, si, quegli atteggiamenti e quelle sfumature di dolcezza e di eleganza che il suo profilo le imponeva ma facendo anche pensare, quando questo era previsto dal copione,  che stesse piangendo sul serio. Vero è che le donne sono diaboliche e, qualche volta, anche teatrali (caratteristica che, in una recita, giunge a proposito) ma che si potesse essere tanto brave da dare l’impressione di piangere davvero, proprio non ce l’aspettavamo.

Alla fine, tutto si sistema per tutti e quello che si pensava essere irrecuperabile si trasforma in belle e positive  realtà come nelle migliori tradizioni delle commedie brillanti. Vita difficile ha sicuramente avuto Marinella Falzone, nel reperire gli abiti – particolarmente ”ricercato” quello di Nadia Lionti – che conferissero ai diversi personaggi quella credibilità e quel realismo dai quali  non si può certo prescindere.

GLI ATTORI DESCRIVONO IL LORO PERSONAGGIO

Alessandra Dibartolo (Crocifissa)

Antonella Mannino (Rosina)

Guglielmo Reale (Rosario)

Marcella Ginevra (Perla)

Marco Maira (Lazzaro)

Michele Vitale (Fulgenzio)

Nadia Lionti (Genuflessa)

Ma anche Mario Lombardo, che aveva il compito ingrato di adattare le musiche alle varie situazioni, senza dimenticare quella connotazione ironica quasi sempre in contrasto con la realtà, ha avuto il suo bel da fare. Una delle sue simpatiche “sortite”, la famosa canzone di Loredana Bertè, “Sei bellissima”, nel momento in cui entrava in scena Genuflessa che, sapientemente truccata nel rispetto del copione, appariva come una donna brutta, miope e con la voce da “ochetta”.  Prontezza di spirito e senso dell’umorismo hanno caratterizzato le  battute inventate sul momento, in sostituzione di quelle previste e Marcella Ginevra, Fulgenzio, Lazzaro e Rosariodimenticate che, anzi, hanno messo in luce la capacità dei protagonisti  di non perdersi d’animo davanti ad un comprensibile “vuoto di memoria” che, oltre a fare sorridere il pubblico, ha fatto agitare  i suggeritori e direttori di palco Ermanno Pasqualino e Peppe Giunta quest’ultimo anche nei panni di aiuto regista.  Infine, com’è consuetudine dopo uno spettacolo divertente, tutti in platea per abbracci e baci e per  le inevitabili foto con gli amici, a ricordo di una serata trascorsa in allegria.

Nessuno dei citati protagonisti dello spettacolo farà mai l’attore di professione né lo scenografo né il costumista. Spinti dall’amore per il teatro, erano tutti lì sorridenti e spiritosi per divertirsi, far divertire e, soprattutto,  per portare avanti una causa tanto nobile quanto troppo spesso trascurata: fare beneficenza ai bambini bisognosi. E non è poco.

Nota della Redazione: a tutti coloro che volessero scaricare una o più foto pubblicate nell’articolo e/o nella fotogallery – per farne uso pubblico – ricordiamo che la legge impone di citare la fonte e, quindi, nel caso specifico “Radio cl1″

 

 

 

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