Ai precari degli enti locali ci pensa il Governo, un’agenzia unica per la stabilizzazione

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Palazzo Chigi dà il via libera a un emendamento alla legge di stabilità firmato da tutti i deputati dem che prevede la stabilizzazione dei 22 mila precari degli enti locali siciliani. Prevista la creazione di un’Agenzia unica partecipata da Regione, Comuni e Stato.

Nel solo comune di Caltanissetta sono 56, molti altri all’Asp 2 alla Camera di Commercio e in altri enti. Al Comune di Caltanissetta l’amministrazione Campisi tentò di stabilizzarli con un concorso dichiarato illegittimo sia dal Tar che dal Cga. Per loro ricominciò il ciclo delle proroghe di anno in anno decise dagli enti di appartenenza e di volta in volta approvate dall’Ars in finanziaria, fino ad arrivare a un controverso piano di stabilizzazione deciso dalla Regione con successivi adempimenti dei comuni. Un piano che adesso è superato dalla proposta del governo Renzi.

Davide-Faraone“Grazie al governo Renzi, nella prossima Legge di Stabilità, lavoriamo  per eliminare il precariato storico attraverso un emendamento, firmato da tutti i parlamentari siciliani del Pd, che garantirà finalmente la stabilizzazione di tutti i precari storici dell’Isola”, dice il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone.

“La norma – spiega Faraone – sarà speciale e varrà solo per la Sicilia. Verrà istituita un’Agenzia del Lavoro, partecipata in house dalla Regione e dai Comuni, che avrà il compito di assorbire, stabilizzandoli, tutti i lavoratori e di collocarli in seguito in base alla richiesta. I lavoratori non saranno più precari, saranno dipendenti dell’Agenzia, e potranno lavorare anche per lo Stato, perché parteciperà all’Agenzia, e potranno continuare a lavorare nel loro stesso posto fino al totale assorbimento, senza che costi un euro in più nelle tasche dei cittadini”.
“Per 22 mila lavoratori – aggiunge – arriverà dunque il momento del tempo indeterminato. Basta con le deroghe fatte anno dopo anno di corsa che hanno umiliato i diversi soggetti. Rendiamo il lavoro stabile e soprattutto produttivo. Garantiremo il lavoro, non il posto, partendo dai bisogni della Sicilia. Basta con i musei vuoti e le portinerie piene. Basta con Comuni senza personale e Comuni strapieni di personale”. “Finalmente – conclude Faraone – lavoriamo non solo per eliminare una piaga che si portava avanti da più di 20 anni ma anche per garantire ai cittadini servizi pubblici più efficienti. Dopo il Jobs Act, dopo le assunzioni della Buona Scuola, anche i lavoratori siciliani saranno valorizzati e potranno così svolgere il loro lavoro al meglio nella pubblica amministrazione”.

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