Adesso spunta il Partito Democratico di Centro destra. Raciti contro i "cespugli" si affida a NCD

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Si apre anche in Sicilia la stagione del nuovo partito democratico di centrodestra-centrosinistra, con le dichiarazioni del segretario regionale Fausto Raciti.
“Abbiamo vinto al primo turno dove le liste sul modello di alleanza tra moderati e partito democratico è risultato un modello vincente”, ha detto Raciti senza mezzi termini e senza neanche citare il caso di Gela, elogiando invece i casi di Enna e Agrigento, nonostante la mezza batosta di Crisafulli che “forte del “40% è stato però trascinato e non trascinatore di voti.
“Sono molto soddisfatto, l’alleanza tra il Pd e le forze di estrazione moderata – ha aggiunto Raciti – sembra essere la base su cui poter aprire un ragionamento politico per il futuro della Regione”. Attenzione però, ha sottolineato il segretario Pd, “una relazione esplicita con i moderati è la formula vincente, alcuni partiti però si propongono di sostituirci e si sono lanciati così in strategie fallimentari. Nessuno può sostituirsi al Pd e nessuno si deve permettere di parlare a nome del Pd, senza alcun titolo”.
E’ la scomunica dei “cespugli” del centrosinistra, Pdr, Articolo 4 e un po’ anche del “Megafono”. Quella che doveva essere un’alleanza, Pd-Ncd, per superare l’emergenza e il baratro per l’Italia diventa oggi anche la via buona per vincere le elezioni. E tutto ciò per “liberare” il PD dalla “leva” dei cespugli, utilizzati dall’interno e all’esterno del partito come strumento di controllo e posizione da coloro che ne muovono le fila.
Ci si sono fatti governi nazionali e soprattutto regionali, con i cespugli del centrosinistra, Governi nei quali sono figurati anche diversi esponenti della politica nissena e siciliana. Si sono utilizzati e fatti utilizzare per comporre e scomporre maggioranze, a volte in sostegno del Pd e altre contro.
Adesso i cespugli del centrosinistra, oggi rappresentati nel governo regionale da diversi gruppi tra cui spiccano il PDR di Salvatore Cardinale e Articolo 4,  non vanno più bene al PD Sicilia che con il suo segretario, Fausto Raciti, lancia un ponte più lungo, ma anche più lontano politicamente, per scavalcare a destra lo schema che ha dato un peso specifico troppo marcato ai “piccoli” della coalizione. A tal punto che in molti casi si sono schierati contro il Partito Democratico alle elezioni amministrative, ma non è questa una novità.
Raciti oggi ha aperto ad un’alleanza con Ncd alla Regione Siciliana. Con il partito di Alfano che è il primo partito più votato ad Agrigento, città dei Templi in cui il primo turno perfetto del deputato Firetto, è anche merito del segretario regionale democratico che, seppur tardivamente, intervenne nel pasticcio delle primarie pro-Alessi.
Alleanza lanciata in chiave futura e futuribile, proiettata alle imminenti prove dei ballottaggi ma anche alle elezioni prossime venture, sebbene proprio Ncd a Palazzo d’Orleans sia uno dei partiti all’opposizione di Crocetta, che governa invece con quei “cespugli”, oggetto della reprimenda di Raciti.
Raciti  in fondo è chiaro: Ncd deve entrare al governo della Regione, magari non subito, forse a settembre.  “Al momento non c’e alleanza tra Pd e Ncd se non nelle elezioni amministrative”, dice infatti il giovane segretario-deputato, che però aggiunge: “vogliamo pensare però che Ncd possa costituire un pezzo di Area popolare, tenendo conto che il governo nazionale oggi è sostenuto da forze più ampie di quanto siano quelle che sostengono il governo regionale. L’alleanza con il Ncd si può fare, insieme si può segnare una prospettiva. Certo, ha una valutazione su Crocetta diversa da quella che hanno Udc e Pd, questo però non impedisce di immaginare una prospettiva insieme”.
Il messaggio a Ncd potrebbe essere duplice. Proprio perché non viene nominata, la città di Gela, dove il Pd teme la strana convergenza di FI su M5S e dove il candidato sindaco Fasulo, secondo Crocetta è stato indicato senza primarie da Davide Faraone, potrebbe essere il primo banco di prova per un “soccorso azzurro” al PD. Soprattutto se sarà possibile attuarlo senza coinvolgere Crocetta. Magari, salvando capra e cavoli,  il Pd “racitiano” potrebbe fare la voce grossa per la composizione della giunta, le cui speranze di nascere, fino ad oggi, erano invece riposte sulla capacità di riportare il gregge nel recinto da parte della galassia crocettiana.
Le elezioni che hanno  sancito una vittoria del centrosinistra, all’indomani del voto sembrano mostrare una coalizione più cangiante e camaleontica.
 
 
 

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