"Addio calcio". Presidente Serradifalco ritira la squadra. "Non si può rischiare incolumità di ragazzi e padri"

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Dopo gli scontri avvenuti a Favara e soprattutto dopo la decisione della commissione disciplinare che non ha accolto il ricorso, il presidente del Serradifalco Calcio, Leonardo Burgio ha annunciato di ritirare la squadra dal campionato di Eccellenza.

La società del Serradifalco aveva chiesto la vittoria a tavolino poiché durante la partita in casa della Pro Favara, persa per tre a due,  la dirigenza avversaria, secondo quanto sostenuto dal Serradifalco nel ricorso, tra il primo e secondo tempo avrebbe fatto entrare di proposito nell’area spogliatoi alcuni ultras che hanno dato vita ad un’aggressione fisica contro alcuni giocatori, uno dei quali colpito da un pugno.

“La giustizia sportiva, sulla quale ho sempre riposto la mia fiducia, alla fine non è arrivata”, scrive il presidente Burgio sul sito della società. “Non si può uscire da casa la domenica e rischiare la propria incolumità, l’incolumità di ragazzini che io affettuosamente chiamo bambini visto che la loro data di nascita va dal ’93 al ’97, così come non si può rischiare l’incolumità di genitori, come lo sono molti dei nostri giocatori, che a casa hanno ad attenderli i propri figli di uno o due anni. In guerra forse, ma non per praticare uno sport dove si insegue una palla, non nel calcio dilettantistico, se qualcuno lo avesse dimenticato”.

“Ha perso lo sport – afferma il presidente Burgio – perché non si trattava di vincere un confronto, ma di ristabilire la legalità. Con le lacrime agli occhi, ritiro la squadra dal torneo d’eccellenza con decorrenza immediata e presento le mie dimissioni da Presidente. Per quanto mi riguarda dico addio al calcio”, conclude Burgio.

Insieme al presidente si è dimesso il presidente onorario e vicepresidente Massimo Monti.

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