Ad operare Chiara il medico italiano Paolo Bolognese, "cervello in fuga" da un Paese di sprechi e ruberìe.

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Da un po’ di tempo, da quando abbiamo saputo che Chiara Cumella ha bisogno di essere rioperata in America perché il 1° intervento non è stato risolutivo a causa della naturale crescita, si sono susseguite e moltiplicate le manifestazioni volte a raccogliere fondi per consentire alla nostra quindicenne concittadina di vivere la vita normale cui ha diritto.

Chiara Cumella
Chiara Cumella

Riflettori accesi, quindi, sugli artisti che gratuitamente e generosamente si sono esibiti ed ancora si esibiranno, ma quasi nessuno ha sottolineato (magari non lo sa) il fatto che ad operare Chiara sarà un neurochirurgo  Italiano, il dr Paolo Bolognese, che svolge la sua attività a New York. Il neurochirurgo Paolo Bolognese, torinese di nascita, uno dei maggiori esperti al mondo nella malformazione di Arnold Chiari (dal nome dei due studiosi che hanno scoperto la malattia) e nella Siringomielia,  nel 1992, si è trasferito a New York su invito del prof. Thomas Milhorat. Paolo Bolognese è anche il cofondatore del “The Chiari Institute” di New York.
Tutto ciò premesso, non è difficile pensare che, in un Paese normale, in cui i Governanti fossero dotati di spirito di iniziativa (quella vera, si intende, non quella politica da dare in pasto ai cittadini) e che volessero veramente fare qualcosa di concreto, si potrebbe fare una cosa molto semplice: Si comprerebbero uno o due aerei da guerra F35 in meno (da un calcolo del Sole 24 Ore, oggi costano circa 100 milioni di euro ciascuno perché il costo è lievitato di circa il 70%) e si farebbero i salti mortali per riportare il dr Bolognese in Italia.
Il neurochirurgo Paolo Bolognese
Il neurochirurgo Paolo Bolognese

Si costruirebbe, su  indicazioni del medico “fuggitivo”, un Centro neurologico altamente specializzato mettendogli a disposizione tutte le migliori attrezzature  esistenti. Ma questo, proprio perché siamo in Italia, è soltanto un sogno. Noi preferiamo corrispondere vitalizi non dovuti, pensioni da 90.000 euro al mese, pagare la balneoterapia (bagni di mare) e la shiatsuterapia (massaggi) ai nostri parlamentari, istituire costosissime Commissioni spesso non necessarie e pagare il materiale di consumo degli ospedali, a prezzi molto diversi da Regione a Regione, arrivando a livelli che definire scandalosi sarebbe un eufemismo.
Ma questi sono soltanto alcuni esempi perché a volere elencare i costi eliminabili, gli sperperi e le spese “arbitrarie” che qualche furbetto sostiene con i soldi nostri, si potrebbero riempire due pagine. Per non parlare degli Enti inutili che ogni tanto qualcuno dice di volere abolire ma che, nella realtà, nessuno vuole abolire. Non conviene, sono una preziosa fonte di voti.
Utopistico, forse fantascientifico, pensare che qualche Parlamentare possa prendere in considerazione una simile possibilità e noi, gente comune, che viviamo del nostro lavoro o della nostra pensione, che non possiamo permetterci di andare in America per farci operare, abbiamo soltanto una prospettiva: morire in Italia oppure attivare una colletta tutte le volte che qualcuno ne avesse bisogno. Potremmo avere in Italia quell’America “tutta nostra” che, probabilmente, nessuno vuole. Ma si può andare avanti cosi? Quando cambieranno le cose?

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