“Ad Alfano mancava lo zito”, Civati liquida così Ncd in giunta. Alle forze sociali appello per referendum

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“Ad Alfano mancava lo zito, era l’unico ad esserne rimasto senza”. Con una battuta Pippo Civati, ieri sera a Caltanissetta per la campagna referendaria, ha liquidato l’ipotesi di ingresso nella giunta regionale siciliana del Ncd, partito di riferimento del Ministro dell’interno del governo Renzi.

“Era l’unico rimasto senza zita”, ha ironizzato Civati, riferendosi alle strane alleanze che si vanno formando tanto a Palermo quanto a Roma.

IMG_1191“E’ un dolore, per me che ho conosciuto la Sicilia, è umiliante vedere come venite rappresentati.

Sono sorpreso fino allo scandalo che il Pd si allei con tutte le tribù aliene al centrosinistra. Quando vedi il ritorno di cuffariani e lombardiani, un segretario giovane di 40 anni che dice: “non vedo l’ora che venga Alfano” (il riferimento è a Raciti, segretario regionale del PD, ndr), mi sembra raccapricciante. Uno a trent’anni vuole cambiare il mondo, vuole il possibile, vuole altri obiettivi nella vita, non Alfano. Allora è chiaro che questa è una grande ipocrisia”.

Civati ha parlato a Villa Barile dove si è recato insieme ai promotori dei referendum abrogativi del job act (licenziamenti e de-mansionamenti), dell’Italicum (capilista bloccati e proporzionale con premio di maggioranza), delle trivellazioni (in terra e in mare), della buona scuola. Insieme a lui il coordinatore del comitato per la provincia nord di Caltanissetta, Costantino Scarantino, l’avvocato giuslavorista Giuseppe Marino, Valentina Spata, il prof. Elio Belfiore e il presidente di Legambiente Alessandro Giugno.

Tanti i temi toccati dall’ex esponente del Pd, uscito dal partito in rotta con il segretario e premier Renzi.IMG_1186

“Togli la tassa sulla casa a chi la può pagare, oppure dai 80 euro anche alla famiglia di un parlamentare, poi magari togli una biblioteca, tanto chi lo viene a sapere. Siamo tutti travolti da un delirio comunicativo di cui non rimane nulla”, ha detto Civati raccontando l’aneddoto degli 80 euro dati alla moglie di un parlamentare che risulta dipendente della sua azienda.

“Letta e Renzi hanno fatto le riforme con i soldi del sud, e se l’austerità colpisce il Paese colpisce doppiamente il mezzogiorno. Ci possono essere tutti gli sprechi che vuoi, ma se chiudi il rubinetto, il contato con i flussi finanziari e commerciali lo perdi e perdi anche la presenza dello Stato, che secondo me è un problema. E’ una forma di inferiorità e pochezza culturale. Mi ritengo un liberale, ma non può esserci un territorio abbandonato, senza la presenza della Repubblica, delle sue istituzioni, del controllo democratico e del rispetto dei programmi elettorali. Tutti diventano famosi se non rispettano quello che dicono e promettono. E’ sorprendente e questo fa perdere fiducia ai cittadini ma anche a chi cerca di fare politica perchè ci crede”.

IMG_1197Civati non le manda a dire a Salvini e Grillo

“Salvini va a Mineo con la felpa, poi dice che il Cara è uno spreco, una vergogna, ma sapete tutti che lo ha aperto Maroni, e a quel tempo Salvini era già grande”, ha detto il leader di “Possibile”.

Ai Cinquestelle, invece, ha rimproverato di non sostenere i referendum, “ma solo ufficialmente, perchè gli attivisti poi vengono a firmare”, e ciò secondo il parlamentare di Monza avviene perché “non riconoscono che qualcosa di buono possa muoversi in politica al di fuori del loro movimento”.

Però Civati ha lanciato un appello a tutti, ai movimenti, a legambiente, alla Cgil, ai Cinquestelle, per aderire ai referendum e firmare nei prossimi giorni per arrivare all’obiettivo di 500 mila firme per ogni quesito.

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