Acqua. Ricorso al Tar contro gli aumenti in bolletta. Cisl e Adiconsum impugnano la delibera dell’Ato Idrico

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Ricorso al TAR della Cisl e di Adiconsum contro gli aumenti delle tariffe idriche deliberati dall’Ato Idrico CL6 per la provincia di Caltanissetta. Come annunciato in una conferenza stampa a Settembre, Vincenzo Romeo, presidente di Adiconsum Sicilia ed Emanuele Gallo, segretario della Cisl Agrigento, Caltanissetta ed Enna, hanno impugnato la delibera numero 19 del 28 giugno 2016 adottata dal commissario liquidatore dell’Ato idrico, Rosalba Panvini, che prevede l’aumento della tariffa idrica di una media del 5% all’anno dal 2016 al 2019 (5,2% per l’anno 2016, 5,1 % per l’anno 2017 , 4,7% per l’anno 2018 , 4,7% per l’anno 2019).

L’impugnativa nasce dal fatto che a fianco dell’aumento della quota variabile, consentito da una delibera dell’autorità nazionale per l’Energia sulla base degli investimenti effettuati, avrebbe dovuto essere prevista una riduzione della quota fissa che l’Adiconsum a settembre calcolava in circa 50 euro a famiglia. Ma quest’ultima riduzione, nella deliberazione dell’Ato del 28 giugno 2016, viene posticipata al 2017, “e non anche dall’1.1.2016 come invece risulterebbe logico e appropriato”, afferma Emanuele Gallo della Cisl.

“La deliberazione oggi impugnata – scrivono gli avvocati della Cisl e dell’Adiconsum Angelo Urrico e Giuseppe Impaglione – risulta carente nella parte in cui si limita a recepire acriticamente i dati forniti dal gestore “Caltaqua”, limitandosi a individuare gli indici di aumento della tariffa”, non tenendo conto “del principio del limite massimo della variazione annuale del moltiplicatore tariffario”. I legali hanno scritto al TAR che l’Ato idrico “fa una dichiarazione di intenti, nel senso di impegnarsi ad avviare tempestivamente con successivo provvedimento da emanarsi presumibilmente con decorrenza dal 01.01.2017 la struttura dei corrispettivi applicati agli utenti finali con particolare riguardo delle quote fisse”. Una contraddizione, per Cisl e Adiconsum, poiché “da un lato essa ritiene validi i criteri forniti dal gestore tra i quali insistono quelli relativi ai piani di investimento e ai maggiori costi del lavoro e dell’energia elettrica e dall’altro individua le ragioni che porteranno ad una riduzione dei costi fissi. Delle due l’una, o sono attuali i criteri individuati che determinerebbero l’aumento dell’articolazione tariffaria, o invece sussistevano al momento della deliberazione i presupposti per la riduzione della tariffa nella sua quota fissa”. Per i ricorrenti motivo di illegittimità è il non aver tenuto conto della distinzione tra quota fissa e quota variabile dell’articolazione tariffaria. “Sul punto è opportuno rilevare che il costo dell’acqua è aumentato dal 2007 al 2015 del 52,3% rendendo assolutamente insostenibile tale costo per le famiglie di Caltanissetta e provincia notoriamente a scarsissima densità lavorativa”.

ASCOLTA l’intervista al segretario generale della CISL (Agrigento, Caltanissetta, Enna), Emanuele Gallo

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