Acqua pubblica, il documento del Polo Civico “Cives 3.0”. Utenze deboli e azione di controllo da parte dei Sindaci

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La discussione sulla gestione pubblica e partecipata della distribuzione dell’acqua è tornata alla ribalta da quando l’ARS quest’estate, recependo l’indicazione referendaria del 2011, ha approvato la Legge Regionale n.19/2015 in tema di disciplina delle risorse idriche.

L’argomento trova maggiore riscontro di interesse dal momento in cui continua a sussistere il frammentato panorama degli ATO. Gli Ambiti Territoriali Ottimali, tutti ancora commissariati, sono chiamati anche a rivedere e controllare le aderenze contrattuali e le convenzioni con le società che sino ad ora hanno gestito l’acqua pubblica. Attualmente la legge risulta impugnata dal Consiglio dei Ministri, e ciò causa quella situazione di limbo normativo, ma è notizia di queste ore che la IV commissione “Territorio e Ambiente” si riunirà martedì prossimo per decidere sul recepimento delle motivazioni dell’impugnativa.

L’Officina della Partecipazione del Polo Civico (Cives 3.0) “Innovazione e Sviluppo”, già nel settembre dello scorso anno, ha organizzato un incontro/dibattito con i cittadini, i comitati di quartiere, i rappresentanti del Forum Provinciale dell’Acqua, i rappresentanti istituzionali e dei partiti, e con la  presenza del sindaco Giovanni Ruvolo, per approfondire e meglio conoscere gli estremi della nuova legge. Da questo incontro e dal confronto costruttivo che ne è seguito è scaturita l’esigenza della istituzione di un tavolo tecnico che approfondisse le tematiche relative: alla gestione pubblica dell’acqua (anche se non è esclusa dalla legge la gestione privata o mista qualora risultasse più conveniente), al sistema della metodologia tariffaria applicata, agli investimenti relativi all’ammodernamento e ricostruzione della rete idrica della distribuzione etc.

I risultati del lavoro svolto durante questi mesi dal tavolo tecnico sull’acqua pubblica, con i rappresentanti del Forum e dei comitati di quartiere, sono stati presentati lo scorso 28 gennaio al sindaco Giovanni Ruvolo, durante un incontro nel quale è stata messa in evidenza soprattutto la necessità di lavorare nella direzione di quell’azione di controllo e vigilanza nei confronti dell’operato del soggetto gestore del Sistema Idrico Integrato, che è propria, da convenzione stipulata con CALTAQUA – Acque di Caltanissetta s.p.a., dell’assemblea dell’ATO costituita dai sindaci della provincia e della quale il sindaco del comune capofila deve essere promotore. L’azione di controllo deve essere finalizzata ad assicurare la corretta applicazione delle tariffe nei confronti dell’utenza, alla verifica degli investimenti nel raggiungimento degli obbiettivi dei Piani Operativi Triennali (P.O.T.) ed alla valutazione dell’andamento economico-finanziario della gestione.

Ancora, durante lo stesso incontro, si è chiesta una maggiore efficienza da parte dell’ente pubblico nel comunicare i nominativi delle utenze a rischio morosità all’ente gestore, nel tutelare le fasce deboli delle utenze con l’applicazione degli estremi della Legge Finanziaria sulle “Tariffe Sociali”, e per quel che attiene il gestore, l’applicazione del preavviso nei casi di distacco, dell’erogazione del quantitativo minimo vitale, della decurtazione in bolletta in caso di acqua non potabile e/o di non utilizzo dei servizi di depurazione.

In pratica l’azione dell’ente pubblico, insieme a quella degli altri sindaci, deve essere orientata ad allineare il rapporto contrattuale dell’ATO con la società di gestione del S.I.I. ai principi generali della legge, in attesa della sua attivazione ed in particolare, nella tutela economica delle utenze

Sulla base delle indicazioni puntuali e specifiche del tavolo tecnico il sindaco Ruvolo ha preso l’impegno di confrontarsi immediatamente con il commissario liquidatore dell’ATO CL6 e di definire la convocazione di un’assemblea dei sindaci.

Il lavoro svolto nel tavolo tecnico, e gestito dalla Officina del Polo Civico (Cives 3.0) “Innovazione e Sviluppo” insieme alle componenti di cittadinanza attiva, dimostra come sia possibile applicare, si spera proficuamente, la metodologia di democrazia partecipata nella quale bisogna credere e operare per reagire in prima persona ad un prolungato periodo di disinteresse alla vita della città e di tutte le sue componenti.

Il Polo Civico (Cives 3.0)

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