Accusato dall’ex fidanzata di aver violato il profilo facebook. Assolto in appello un 37enne nisseno

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Era stato accusato di essersi introdotto in modo fraudolento nel profilo facebook dell’ex fidanzata dal quale, secondo l’accusa, avrebbe tra l’altro lanciato messaggi privati ad altri uomini. E per tali accuse era stato anche condannato in primo grado.

Ma per la Corte d’Appello è innocente. Così la seconda sezione penale della Corte d’Appello di Caltanissetta, presieduta dal giudice Andreina Occhipinti (a latere i giudici De Negri e Giunta) ha assolto con formula piena Calogero Igor Piscopo, classe ’80 “per non aver commesso il fatto”.

Sono state accolte le tesi difensive del suo legale, l’avvocato Calogero Buscarino che aveva impugnato la sentenza di primo grado depositata a febbraio del 2015. Anche la pubblica accusa in appello, rappresentata dal Procuratore Generale Fabio D’Anna ha sollecitato l’assoluzione di Piscopo.

Cinquanta gli accessi all’account Facebook rilevati nel periodo in esame nelle indagini, dalla fine del 2011 all’inizio del 2012. Indagini scattate dopo la denuncia della donna che aveva accusato l’ex fidanzato, in un caso, di essersi introdotto nel suo profilo lanciando due messaggi ad altrettanti uomini, e in un altro episodio di aver cambiato la password impedendole così di accedere al suo stesso profilo. Ma dal dibattimento è emerso come la polizia postale avesse analizzato i log di soli 5 indirizzi Ip dai quali erano stati effettuati gli accessi e non dei complessivi 50 da esaminare e nessuna analisi era stata fatta sulla casella di posta elettronica della donna. Sarebbero inoltre emerse incongruenze sulla reale data della fine del rapporto tra i due.

Nell’atto di impugnazione l’avvocato Buscarino ha anche citato la manualistica più affermata in materia di reati informatici e fatto emergere incongruenze su date e orari degli accessi che in un sol giorno sarebbero avvenuti a duecento chilometri di distanza. Il cambio della password, secondo la tesi difensiva, avrebbe comunque generato una mail automatica di Facebook nella casella di posta della titolare del profilo. Alcune testimonianze a favore di Piscopo sono poi risultate decisive per la sua assoluzione che dovrebbe essere definitiva, poiché la Procura Generale, associandosi alla richiesta della difesa, non presenterà ricorso per Cassazione.

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