Accusato di aver sottratto soldi alla zia morta. Assolto imprenditore agricolo di Sommatino

714

Sembrava incassasse contributi per l’agricoltura grazie a dei contratti stipulati con la zia che però era morta da tre anni e dai quali usufruiva di soldi per l’affitto, incassati al suo posto.

Con questa accusa un imprenditore agricolo, Giacomo Giarrana, 65 anni di Sommatino, era stato arrestato anche con l’accusa di truffa alla comunità europea. Un incubo per il Giarrana. Oltre alla truffa, l’imprenditore agricolo mal tollerava le cattive dicerie della sua Sommatino che macchiavano d’infamia la sua persona.

Ma il tribunale, presieduto da Antonio Napoli lo ha assolto per non avere commesso il fatto.

Sono stati determinanti alcuni atti inediti presentati dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Diego Perricone, che hanno completamente smontato le accuse del pubblico ministero che aveva chiesto 1 anno e 6 mesi di reclusione per truffa aggravata e falso.

La vicenda che porta Giacomo Giarrana sotto processo risale al 2012. Un’indagine della Guardia di finanza ipotizzò che l’imprenditore agricolo avesse incassato fondi europei per cinquemila euro a carico del fondo agricolo europeo, usufruendo di un contratto stipulato con la zia “buonanima” già deceduta.

Ma la documentazione presentata dall’avvocato Perricone e messa agli atti, ha dimostrato che il Giarrana era innocente. Un atto rilasciato dall’agenzia per l’erogazione di contributi e consegnato il 24 Ottobre scorso dove si evinceva che “l’incriminato” aveva incassato i contributi per dei terreni che non erano affatto quelli della zia.

Per il signor Giarrana è finito un incubo, che lo aveva trascinato nel fango e nell’infamia. Alla lettura della sentenza è scoppiato a piangere per la felicità. Insomma alla zia deceduta non aveva sottratto nulla e non aveva neanche rubato fondi europei.

Potrà tornare nella sua Sommatino come si suol dire “ a testa alta..”

Commenta su Facebook